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GALAPAGOS, patrimonio mondiale in pericolo!

Il degrado ambientale che coinvolge da anni queste isole, denunciato da molte associazioni ambientaliste, rischia di risolversi come un boomerang per le popolazioni del luogo e per l'economia dell'Ecuador in genere, cui verrebbero meno i finanziamenti della comunità internazionale. L'Unesco invierà a breve un'ispezione...

In primo piano - 4 Aprile 2005, ore 11.18

Le Isole Galapagos costituiscono un arcipelago che prende forma a largo del continente sudamericano, nell'Oceano Pacifico, a oltre mille chilometri di distanza dalla costa ecuadoriana, proprio sulla linea dell'Equatore. Da decenni ritenute patrimonio mondiale dell'Unesco e tra le riserve naturali del Pianeta più importanti e meglio conservate, negli ultimi anni sono state oggetto - merito anche di politiche dissennate e di controlli insufficienti - di attività di pesca e frodo collegate all'illegalità internazionale. L'organismo delle Nazioni Unite per l'istruzione, la scienza e la cultura, fortemente preoccupato a séguito delle ultime segnalazioni, sempre più pressanti e continue dei media e delle organizzazioni internazionali che tengono sotto controllo la salute delle Isole, ha deciso di inviare sul luogo un pool di ispettori, alla guida dell'italiano Francesco Bandarin (direttore del Centro dei Patrimoni Mondiali), con lo scopo di eseguire controlli accurati sullo stato di conservazione dell'arcipelago incantato. Il sopralluogo verrà effettuato tra una decina di giorni (tra il 14 e il 16 aprile prossimi), e si rivelerà di un'importanza estrema per le Isole, che potrebbero essere di fatto inserite nella lista nera dei patrimoni mondiali in pericolo. Il conseguente declassamento dell'area in questione, già preso in considerazione dall'Unesco quattro anni orsono e piuttosto probabile secondo l'autorevole voce di Gustavo Lopez, direttore regionale dell'organismo internazionale, comporterebbe la sottrazione di quell'assistenza finanziaria internazionale finora puntualmente garantita all'Arcipelago e al governo ecuadoriano. Tale eventualità rappresenterebbe pertanto grave danno per l'economia dello Stato e dei ventimila abitanti delle isole, nonché per tutte quelle associazioni che avevano individuato nelle Galapagos la bandiera della propria politica e del proprio impegno ambientalista. Le preoccupazioni espresse dall'Unesco fanno capo ad una grave crisi dell'ecosistema dell'area, crisi dovuta alla diffusione incontrollata di attività illegati, principalmente pesca e frodo, che stanno minando gli equilibri naturali esistenti sia in ambiente terrestre che marino. Non dobbiamo infatti dimenticare che le Galapagos conservano uno dei parchi nazionali più visitati del mondo e una riserva marina tra le più affascinanti del pianeta, già dichiarati patrimonio dell'umanità venticinque anni orsono. Molta preoccupazione ha destato anche la recente denuncia di alcune associazioni ambientaliste: oltre l'80% degli squali uccisi nei mari ecuadoriani (che in cifre significa oltre un milione e trecentomila individui!) proverrebbe dalle acque delle Galapagos. Non è forse un caso che nell'Ecuador la popolazione degli squali sia diminuita del 60%, e che lo Stato sudamericano ne sia tra i maggiori esportatori al mondo di pinne (circa 850 tonnellate ogni anno!). Manco a dirlo, il motivo di questa carneficina si spiega in termini di quattrini: la pinna di squalo viene considerata afrodisiaca nei mercati dell'Est, dove si può arrivare a pagare anche 100 dollari per un piatto del genere! Ovviamente, la seria minaccia che incombe ora sulle Isole Galapagos ha messo in serio allarme il governo ecuadoriano - preoccupato per gli sviluppi negativi che un declassamento dell'arcipelago da parte dell'Unesco potrebbe provocare - che sta cercando di rimediare con una serie di decreti-tampone volti se non altro a limitare i danni. Ci piace segnalare in particolare l'abolizione della pratica dell' "aleteo", o dello "sharkfinning", che consiste nell'asportazione delle pinne dal pesce ancora in vita, prima che questo venga rigettato nell'oceano, costretto di fatto ad un'agonìa lenta e straziante. Potremmo andare avanti per pagine e pagine: non è solo questo tipo di attività, infatti, che mette a repentaglio gli equilibri ambientali dell'Arcipelago ecudoriano. Si potrebbero citare la pesca sportiva, lo smantellamento sconsiderato e incontrollato del "trepang" (un mollusco, noto in Italia con il nome di "oloturia" o cetriolo di mare, a serio rischio di estinzione), e altre attività - talvolta connesse con il turismo - che stanno minacciando da vicino l'incanto delle Isole Galapagos. Ma preferiamo fermarci qui, sperando che la denuncia sia sufficiente affinché gli organi competenti agiscano in fretta e senza mezzi termini. Uno dei siti naturali più importanti del nostro Pianeta è in serio pericolo. Non si può far finta di niente.

Autore : Emanuele Latini

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