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G8: si chiude la pagina sul clima, tutto rimandato a dicembre del 2009

Ancora uno slittamento delle decisioni da parte del Grandi del Pianeta in ambito climatico. Cina e India escono dagli accordi e frenano ulteriormente le aspettative degli ambientalisti

In primo piano - 10 Luglio 2008, ore 10.22

Soluzioni sul clima rimandate a settembre, anzi a dicembre del 2009. Il Premier giapponese Yasuo Fukuda che ha presieduto il G8 ha cercato di mantenere alto il tema "clima" tuttavia le posizioni dei partecipanti sono rimaste ai blocchi di partenza senza nessun provvedimento immediato scaturito dalle aule consiliari. Tutto rimandato "a Filippi" insomma. La discussione proseguirà a Copenaghen alla fine del prossimo anno, dove si terrà la prossima assemblea dell'ONU atta a risolvere il nodo riguardante i provvedimenti post Kyoto. Se in un primo tempo era stata ventilata la proposta d'impatto di ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050 (proposta contestata peraltro dagli ambientalisti) alla conclusione del meeting la fuoriuscita dei Paesi emergenti come Cina e India, al momento tra i più grandi consumatori di prodotti petroliferi, ha mandato in bianco anche le migliori intenzioni. Ancora un nulla di fatto dunque da parte dei Grandi della Terra. E per fortuna che il clima non aspetta certo i capriccci di questo o di quel Paese per tessere i suoi piani. Nonostante i proclami catastrofici che si susseguono con sempre maggior enfasi infatti, le fosche prospettive previste sono rimaste solo sulla carta. Il clima si è scaldato è vero ma tutto rientra nella normalità dei cicli climatici come prodotto delle complesse interazioni Terra-Sole-oceani. L'anidride carbonica che tanto assilla una parte degli scienziati e dei climatologi rimarrà dunque al suo posto e la, permetteteci di dirlo, superficialità con la quale è stato affrontato il problema (se di problema veramente si tratta) in sede internazionale denota che la questione non è poi così drammatica come da alcuni viene dipinta. L'ennesimo slittamento dei provvedimenti che dovrebbero regolare le emissioni di origine antropica ne è la dimostrazione. Siamo altresì certi che nel momento in cui (nella migliore delle ipotesi) si giungerà ad un accordo univoco sulle strategie da adottare, il clima avrà già invertito la marcia tornando sui suoi passi ma allora la macchina burocratica e politica sarà già partita. Non ci resterà allora che subire ancora una volta le medesime vessazioni mediatiche ma con la frittata rivoltata al contrario.

Autore : Luca Angelini

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