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FUSIONE FREDDA: clamoroso a Bologna, ma la comunità scientifica boccia l'impresa

Due fisici emiliani affermano di aver fatto funzionare un reattore a fusione fredda, ma non sono in grado di spiegare come ci siano riusciti. Inevitabile dunque la bocciatura della comunità scientifica.

In primo piano - 18 Marzo 2011, ore 08.51

Si chiamano Sergio Focardi e Andrea Rossi, sono ricercatori dell'Università di Bologna e affermano di aver sviluppato un nuovo design di reattore nucleare  in grado di generare energia attraverso un processo di fusione a temperatura ambiente. Mancano però spiegazioni teoriche sul principio di funzionamento della tecnologia.

Far propria la fusione di due atomi in un elemento differente in grado di generare enormi quantità di energia non è una passeggiata. 

Avviene nei nuclei stellari a temperature estreme, sarebbe un'impresa eroica replicarla a temperature più umane. Sino a qui nessuno c'è riuscito, o meglio come avviene per un miracolo, la Chiesa, in questo caso la comunità scientifica, indaga per parecchio tempo prima di riconoscerlo e specie se mancano i dettagli tecnici, finisce poi per esprimere un parere negativo.

Il comunicato ufficiale parla di un reattore che fonde atomi di nichel e idrogeno, generando rame e liberando grosse quantità di energia: l'energia necessaria per la sua accensione è di 1.000W, ma scende a 400W dopo pochi minuti ed è utile a produrre 12.400 W con un guadagno energetico 31 volte superiore alla potenza in entrata. I ricercatori stimano il costo di produzione elettrica a meno di un centesimo per kilowattora, molto meno di quanto necessario agli impianti a carbone o gas naturale.

Una voce fuori dal coro scettico però c'è: si tratta di Giuseppe Levi, scienziato dell'Istituto Nazionale di Fisica che ha confermato la produzione di 12KW e vorrebbe redigere un rapporto con le sue considerazioni sul reattore bolognese.

I due fisici emiliani ammettono di non essere in grado di spiegare il perché, il principio teorico su cui si basa la loro tecnologia, ma promettono di passare dalla fase di sperimentazione a quella della produzione di massa del reattore nel giro di tre mesi.

Il loro giudice sarà il mercato.


Autore : Report di Alessio Grosso

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