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Freddo veicolato sul centro Europa: quali effetti sull'Italia?

L'aria fredda punta la Germania e la Francia, l'Italia ed il Mediterraneo potrebbero rimanere ai confini: in conseguenza di questo, cosa dovremo attenderci i prossimi giorni?

In primo piano - 15 Febbraio 2013, ore 15.00

Dopo una fisiologica fase di incertezza che ha dominato la previsione dei modelli matematici sino alla giornata di ieri, questa mattina ritroviamo la previsione su di una linea più concorde nel prevedere il grosso dell'aria fredda scivolare verso ovest passando a nord delle Alpi nelle giornate di mercoledì 20 e giovedì 21 febbraio. Questo esasperato movimento di antizonalità sarebbe favorito dalla posizione assai defilata di un cut-off anticiclonico a cavallo tra Regno Unito e penisola Scandinava.

Sul comparto occidentale europeo, il graduale isolamento del cut-off anticiclonico provocherà un costante calo della pressione e del geopotenziale, in grado di favorire la creazione di un corridoio ciclonico definito "basso atlantico".

Si tratta di uno schema barico tipico dei grandi inverni del passato, in grado di regalare soprattutto nelle regioni settentrionali, estese cadute di neve sino a quote pianeggianti, stante l'interazione tra l'aria fredda di estrazione continentale e l'aria umida atlantica convogliata da frequenti situazioni cicloniche sulla penisola Iberica.

Andrà veramente così?

Al momento esistono ancora ragionevoli dubbi in merito all'effettivo ingresso dell'aria fredda sul settentrione. Secondo gli ultimi aggiornamenti infatti, il grosso dell'aria fredda con isoterme sino a -10 a 850hpa di aria gelida continentale, sfilerebbero a nord delle Alpi, sfiorando appena i nostri confini settentrionali. Sono previsioni che prometterebbero gran neve su diverse zone della Mitteleurope e del Regno Unito, come degno evento al termine di una tormentata e senza dubbio variegata stagione invernale che ha saputo proporre diversi scenari.

Nonostante le regioni settentrionali appaiano al limite dell'evento freddo forse più rilevante dell'intera stagione invernale, il ruolo che reciterà questa fetta d'Italia non è ancora completamente chiarito. Per quanto riguarda le regioni dell'Italia centrale e meridionale la previsione appare invece assai più sicura, vedendo molto probabilmente una prevalenza del flusso occidentale e meridionale piuttosto temperato, con una crescente predisposizione dell'atmosfera a creare ciclogenesi.

 


Autore : William Demasi

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