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FREDDO: entri, non entri? E dove? E quando?

Ancora tanti dubbi e varie strade percorribili dal freddo da qui a fine mese e poi ancora all'inizio di febbraio. Cerchiamo di capire cosa potrebbe accadere.

In primo piano - 20 Gennaio 2010, ore 11.55

Attenzione alle sorprese. Quando il freddo punta le medie latitudini il suo percorso è irto di ostacoli. La sua caratteristica fisica che ne concentra lo spessore alle quote medio-basse, pone in problema delle asperità orografiche o delle anomalie termiche marine che vengano a trovarsi lungo il suo percorso. Per questo motivo un'onda fredda in propagazione, ad esempio, verso il Mediterraneo, risulta molto meno stabile rispetto ad una lingua di aria calda. Quest'ultima sorvolando alle quote medie o superiori ha infatti la strada spianata, non essendoci ostacoli a deviarne o a storpiarne le traiettorie. Ecco perchè quando è prevista un'ondata calda, questa si manifesta puntualmente, mentre laddove si preveda una irruzione fredda, spesso e volentieri la stessa viene ridimensionata, cancellata, spostata e, insomma, tratta in malo modo. D'altra parte la modellistica, pur con tutti i miglioramenti cui viene sottoposta, risulta da questo lato ancora un po' imprecisa e quindi sottoposta ad alti e bassi degni delle migliori montagne russe. Ora, quando arriverà sull'Italia questo freddo, tanto abbondante oltralpe e così altezzoso invece quando si tratta di fare il suo ingresso sul Bel Paese? Al momento il serbatoio russo ben rifornito è senz'altro una garanzia. Lo stesso dicasi per l'impianto anticiclonico in furiosa risalita dall'Atlantico azzorriano verso la regione polare a partire dal 24-25 gennaio. Proprio tale manovra potrebbe risultare determinante nel smuovere quella massa gelida e sospingerla verso il Mediterraneo centro-occidentale. Così pare infatti dagli ultimi aggiornamenti che vedono strutturarsi in risposta una interesante depressione tra la Tunisia e i Canali di Sardegna e di Sicilia tra il 26 e il 27 gennaio. Questo grande aspiratore atmosferico potrebbe fare suo il freddo prelevato dall'est europeo, accompagnando le precipitazioni in arrivo con la probabilità di nevicate; ma attenzione alle sorprese. Si, perchè, in virtù di quanto abbiamo anticipato all'inizio della nostra chiacchierata, l'orografica complessa di quel tratto di mare, potrebbe miscelare nel giro di pochi chilometri la Bora fredda e lo Scirocco mite. Terreno di scontro? Proprio l'Italia, dove all'antipasto freddo potrebbe seguire un primo piatto più caldo. Quindi neve in probabile affanno anche in questo frangente, almeno in pianura al nord e fino alle quote medie sulle nostre regioni centro-meridionali. Ma il freddo, quello vero, in realtà avrebbe ancora una chance: questa volta la smossa sembra possa partire dalle quote stratosferiche, dove nell'ultima settimana di gennaio, un riscaldamento in propagazione verso le latitudini polari e subpolari, rimescolerà le carte ponendo le basi per una irruzione fredda più determinata tra le ultime battute del vecchio mese e i primissimi vagiti di febbraio. Insomma, un inverno che non sa stare fermo, che dimostra di avere molta iniziativa e indubbie potenzialità, un inverno che arriverà anche da noi.... prima o poi.

Autore : Luca Angelini

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