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Freddo e neve: il modello inglese ci riprova dopo il 20, l'americano lo snobba...

Sostanziali differenze tra le ultime uscite dei principali modelli di nostro riferimento. Per il modello europeo l'inverno avrebbe ancora diverse carte da giocare, per l'americano saremmo agli sgoccioli.

In primo piano - 13 Febbraio 2013, ore 09.08

 Solo ieri, martedì 12 febbraio, il modello americano aveva proposto uno scenario che, dal punto di vista probabilistico, era sostanzialmente simile a quello emesso dal modello americano. Oggi, a 24 ore di distanza, il modello elaborato presso l'Università di Reading permane sulle sue posizioni, mentre il Global Forecast Sistem elaborato oltre oceano ritratta tutto.

Cosa ha ritrattato il modello americano? Ci ha ripensato sulla fase fredda che sarebbe dovuta ripartire intorno al 19-20 del mese. E stiamo naturalmente riferendoci allo scenario medio d'ensemle, ovvero quello che è il risultato medio di tutte le corse, ufficiali e parallele, emesse dal Centro di Calcolo.

Per gli Americani in altre parole, l'alta pressione atlantica non avrebbe la forza di ergersi verso le alte latitudini. Dopo un tentativo maldestro, il suo asse sembra debba finire per coricarsi verso l'Europa, andando così a "spanciare" verso il Mediterraneo e l'Italia. Con questa manovra l'aria fredda pronta a irrompere dall'interno del Continente, verrà arginata e fermata tra i mar Nero e i Paesi balcanici (probabilità 45%).

Per il modello europeo invece l'alta pressione troverà i crismi necessari per ergersi con il suo asse fino alle alte latitudini. Dopo la sua risalita l'aria fredda, sia dal lato marittimo, che da quello continentale, verrà chiuso a tenaglia tra la regione britannica e quella scandinava. Con questa manovra l'aria fredda troverà una via di sfogo proprio sull'Europa mediterranea, dove imposterebbe la già prevista fase fredda e perturbata (probabilità 55%). Sarebbe un'altra occasione per ritrovarci in casa l'inverno, condito da freddo e neve su diverse regioni.

Chi vincerà? Probabilisticamente parlando siamo più propensi a seguire il filo logico-fisico del modello inglese, anche per la maggiore stabilità prognostica dimostrata, in particolare nell'evoluzione delle ultime settimane. Tuttavia anche questa volta non staremo a guardare e, a patto che continuiate a seguirci con assiduità e costanza, vi offriremo come sempre il miglior prodotto previsionale disponibile.


Autore : Luca Angelini

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