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Foehn e rientro da est, l'aria fredda ha fatto il suo ingresso al nord

Nel pomeriggio di martedi 18 marzo l'aria fredda in arrivo dal Mare del Nord ha iniziato a filtrare attraverso l'arco alpino. In Lombardia si è passati in modo repentino dal foehn caldo e secco all'umido e freddo rientro da est, mentre in Piemonte la situazione favonica è stata rapidamente sostituita da uno sbarramento con precipitazioni

In primo piano - 19 Marzo 2008, ore 10.07

La Natura in questi casi sà essere davvero spettacolare, basta saperne cogliere le sfumature. Nella giornata di martedi 18 marzo il fiume di aria fredda in viaggio dalle latitudini artiche ha impattato da nord il baluardo alpino. Qui la colata ha dovuto affrontare il passaggio obbligato imposto dalla catena montuosa e ha intrapreso più vie per portare a termine l'impresa. La manovra di aggiramento, quella meno dispendiosa in termini di energie, in un primo tempo ha prevalso e l'aria si è separata cosi in due diverse colate, l'una scivolata su Svizzera e Francia, l'altra su Austria e Slovenia. Nel settore alpino centrale lo spessore dell'aria è andato via via crescendo costruendo un moderato fenomeno di sbarramento da nord che ha anche originato precipitazioni sui crinali di confine in trasferimento verso le Alpi orientali. Proprio questo lato della catena montuosa ha poi ceduto per primo e l'aria fredda accumulatasi sui versanti sopravvento, ha iniziato a travasarsi verso la val Padana, mentre dalla porta di Trieste il medesimo flusso iniziava già ad infilarsi alle basse quote come rientro da est. Nel corso della giornata anche sulle Alpi centro-occidentali il foehn ha progressivamente traboccato dai valichi e dalle creste rimuovendo nel pomeriggio i residui laghi di aria più fresca su Piemonte e Lombardia. Su quest'ultima regione in particolare il vento secco soffiava moderato da nord-ovest e ha portato la temperatura a sfiorare i 20°C come nel caso di Milano. Nel frattempo dal Veneto il flusso di rientro rotolava veloce da est e si manifestava come una sorta di "ola" cumuliforme a causa della sovrapposizione dell'aria secca che seguitava a fluire in quota, ulteriormente lavorata dal transito sulle vette alpine più elevate. In serata il contrasto è sfociato in una cellula temporalesca estesa tra cremasco e piacentino. Sempre in serata il flusso orientale al suolo soppiantava completamente i venti di foehn anche in Piemonte determinando addirittura un fenomeno di sbarramento a ridosso delle Alpi Occidentali. La sovrapposizione dell'aria secca che ancora fluiva in quota ha poi causato alcune precipitazioni in particolare sul cuneese. La zona è stata interessata anche da un temporale che in nottata si è propagato alla Liguria centro-occidentale trovando terreno fertile alla sua rigenerazione sulle tiepide acque del golfo Ligure dove ha indugiato per gran parte della notte.

Autore : Luca Angelini

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