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Focus sulla prima decade di marzo: scemano le quotazioni dell'alta pressione

In merito alla previsione sulla prima decade di marzo, sembrano scendere le possibilità d'avere una fase primaverile ad allontanare i rigori dell'inverno sul nostro Paese. L'atmosfera continuerebbe a percorrere i binari dell'instabilità, protagonista della scena ancora una volta l'aria fredda di origine polare ma parzialmente "contaminata" da infiltrazioni d'aria ARTICA di estreazione scandinava.

In primo piano - 24 Febbraio 2015, ore 17.35

Passano le giornate e la primavera meteorologica sembra più lontana adesso rispetto al cuore della mensilità di gennaio, sovente influenzata da aria molto mite anticiclonica. La posizione defilata che in questi giorni assume l'anticiclone delle Azzorre, favorisce la discesa dell'aria fredda di estrazione polare verso le medie latitudini. Dalla sua posizione arroccata agli estremi lembi occidentali dell'Europa, l'aria fredda penetra in modo efficace verso il bacino del Mediterraneo, determinando fasi perturbate anche di una certa entità. A tal proposito, un gorgo di tutto rispetto interessa in queste ore l'intero stivale italiano, determinando precipitazioni diffuse ed una circolazione di venti piuttosto vigorosa.

Questa particolare situazione atmosferica sembrerebbe avere le carte in regola per avere una durata abbastanza prolungata nel tempo, in grado forse di influenzare anche la prima decade di marzo, il primo mese della primavera meteorologica. In tal senso le previsioni odierne emesse dal centro di calcolo americano, ribaltano un po' le carte in tavola, ritrattando in parte la previsione di anticiclone a favore di un mantenimento dell'attuale pattern circolatorio, caratterizzato da frequenti episodi di instabilità inseriti in un contesto moderatamente freddo.

L'alta pressione tenterebbe comunque di conquistare il bacino centrale del Mediterraneo entro i primissimi giorni del nuovo mese
, un tentativo che potrebbe fallire nel giro di poche giornate, lasciando spazio all'incedere inesorabile dell'instabilità portata un po' dall'aria fredda polare (nord-atlantica) un po' da quella artica che scenderebbe in piccole quantità dalla penisola Scandinava verso la Mitteleurope ed infine il bacino del Mediterraneo. Tale evoluzione risulta in parte confermata anche dal centro di calcolo europeo, ma con gli aggiornamenti di questa sera potremo darvi qualche notizia in più.

Un regime circolatorio come quello appena descritto, sarebbe garanzia di tempo molto instabile, gli episodi nevosi su Alpi ed Appennino diventerebbero piuttosto frequenti. Il freddo intenso alle quote pianeggianti e vallive sarebbe invece un'eventualità rara, stante l'origine stessa della massa d'aria che conserverebbe in parte le caratteristiche oceaniche originarie, scongiurando episodi dannosi di gelo fuori stagione.

Previsione in aggiornamento con nuove mappe e commenti.


Autore : William Demasi

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