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Focus Gennaio 2015: ritornano le temperature miti sul bacino del Mediterraneo

Dopo la breve parentesi di freddo che ha governato parte dell'Europa in quest'ultimo scorcio di dicembre, una corposa avvezione d'aria tiepida oceanica ricaccerà ogni velleità d'inverno alle latitudini settentrionali, venendo sostanzialmente ripristinato il pattern circolatorio che caratterizzò gran parte della mensilità dicembrina 2014.

In primo piano - 30 Dicembre 2014, ore 19.00

L'aria molto fredda e localmente instabile di estrazione artico-continentale, avrà le ore contate: il Mediterraneo sarà infatti ben presto interessato da una rimonta dell'alta pressione oceanica responsabile di un aumento della temperatura che diverrà sensibile già da giovedì primo gennaio sui settori nord-occidentali dello stivale. Sarà il primo "sintomo" di una corposa invasione d'aria mite oceanica che tenderà a farsi strada senza troppa difficoltà dai settori occidentali europei in direzione della Mitteleurope.

Ne deriverà un progressivo ridimensionamento del flusso d'aria fredda diretta alle nostre regioni italiane, i cui effetti andranno smorzandosi gradualmente a partire dalle regioni settentrionali (CAPODANNO, giovedì primo gennaio) sino a quelle meridionali (sabato 3 gennaio). La velocità con la quale l'alta pressione delle Azzorre andrà coricandosi sull'Europa e sul Mediterraneo, sarà conseguenza di una rapida ripresa delle vorticità zonali in veloce espansione dalla regione canadese all'oceano Atlantico e poi dall'oceano Atlantico settentrionale alla penisola Scandinava.

Dal canto suo l'irruzione d'aria fredda sopraggiunta sull'Italia in queste giornate, resta lontana dai valori di grande gelo che, per esempio, caratterizzarono il mese di febbraio 2012, quando a portare scompiglio sulla circolazione generale europea, subentrò addirittura "sua maestà l'anticiclone russo-siberiano", figura barica appartenente ormai alla mitologia degli inverni più freddi e nevosi accorsi in Europa nei decenni scorsi, ad oggi quasi completamente scomparsa.

Poco freddo al livello del suolo, significa maggior facilità da parte delle correnti miti veicolate dall'anticiclone, di penetrare sino al cuore dell'Europa, ponendo la parola fine alla breve fase di freddo di questo fine dicembre.

L'evoluzione successiva appare come un film già visto, gli attori protagonisti di questo film, sarebbero sempre i soliti noti: da una parte le incessanti ed indomabili vorticità create da alcuni profondi minimi di bassa pressione centrati sui settori nord-atlantici e sulla Scandinavia, dall'altro gli anticicloni veicolanti aria tiepida e mite di origine oceanica, spesso e volentieri gonfiati e costretti a distendersi sul Mediterraneo da improvvise accelerazioni della corrente a getto in uscita dai settori est canadesi.

 


Autore : William Demasi

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