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FLESSIONE TERMICA entro metà mese ma l'INVERNO duro e crudo si farà ancora attendere

L'ipotesi del modello inglese cede (in parte) il passo a quella emessa dal modello americano. Con tutta probabilità il freddo intenso NON riuscirà a raggiungere l'Italia ma la circolazione atmosferica a livello europeo andrà avvicinandosi a stardard più invernali. Vediamo perche.

In primo piano - 7 Gennaio 2014, ore 14.50

Questa mattina non arrivano buone notizie per chi sperava nell'avvento di una fase molto fredda durante questa stagione invernale 2013 - 2014. L'annata attuale è infatti contraddistinta da una furente attività delle depressioni atlantiche che, al pari di un fiume in piena, seguiteranno a gettarsi sul bacino del Mediterraneo per diverso tempo ancora. La circolazione a livello italiano continuerà quindi a promuovere l'arrivo di correnti umide ed instabili atlantiche, tuttavia a livello di circolazione generale europea, ci saranno dei tentativi di cambiamento in ottica maggiormente invernale.

Un modesta azione di disturbo a carico del Vortice Polare sulla Wave due (onda planetaria atlantica) agevolerà una maggiore ondulazione del getto proprio in corrispondenza dell'Europa. Una modesta area di alta pressione andrà stabilendosi in sede scandinava, favorendo così lo scivolamento di una massa d'aria molto fredda di origine artica che avvierebbe un forte raffreddamento della temperatura dapprima sulla Scandinavia, successivamente sulla Russia e nei paesi dell'est.

L'efficacia di tale raffreddamento viene promossa maggiormente dal modello inglese ECMWF mentre il modello americano GFS sposa maggiormente la tesi di un atlantico sempre in prima linea non solo sull'Italia ma anche su una buona fetta di continente europeo. A tal proposito occorre sottolineare questa mattina un parziale allineamento della previsione emessa dal centro di calcolo inglese a favore di quella prevista dal modello americano. Il "goal" della prima ondata di freddo invernale della stagione 2013 / 2014 non sarà quindi l'Italia ma si limiterà ad interessare la Penisola Scandinava e l'Europa orientale, lambendo appena la Mitteleurope.

La presenza di temperature mediamente più fredde su questi settori del continente, agevolerà tuttavia una modifica della circolazione generale europea. Il flusso di correnti umide ed instabili atlantiche non saranno più governate da un profondo minimo di bassa pressione centrato sui settori nord-atlantici, bensì andranno "circumnavigando" il lago d'aria gelida presente sull'Europa nord-orientale, favorendo dinamiche perturbate che in qualche modo si avvicinerebbero agli standard caratteristici dell'atlantico "basso".

I richiami caldi indotti da questa di circolazione porterebbero degli effetti più evidenti sul centro e sul mezzogiorno d'Italia, mentre le regioni settentrionali assisterebbero ad una modesta flessione delle temperature che avranno il beneficio di operare un ritocco verso il basso delle quote neve sulle Alpi con le prime imbiancate di stagione anche sugli Appennini.

Nelle due cartine abbiamo proposto due previsioni; la prima emessa dal modello inglese ECMWF, la seconda dal modello americano GFS. Gli scenari proposti dalla seconda metà di gennaio presentano ancora delle sostanziali differenze anche se la forbice di stacco tra le due previsioni si sta gradualmente attenuando.

 


Autore : William Demasi

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