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Firenze vera ISOLA di CALORE

Alcune osservazioni sulle dinamiche termiche della conca Fiorentina a confronto con altre conche appenniniche toscane.

In primo piano - 25 Novembre 2008, ore 09.52

Quando osserviamo cadere dal cielo fiocchi dendritici che sfiorano i 4 cm di larghezza, la domanda è sempre la stessa: quanto durerà? Ovviamente tanto quanto lo consentirà la notevole quantità di calore prodotta dalla città che, in onde più o meno estese si mescola alle "vampate" di aria fredda provenienti dall'alto, ossia pochi minuti a fasi alterne. In queste condizioni, se potessimo osservare nel campo della radiazione visibile il calore prodotto, la città ci apparirebbe come un immenso focolare scoppiettante. Le virga nevose si distribuiscono quindi in maniera alterna e casuale sulle zone abitate, con una certa preferenza per le aree periferiche a ridosso delle colline ed esposte a nord nord-ovest. In Europa non esiste un analogo geo-urbanistico di Firenze, ed anche nel resto del mondo si fa fatica a trovare città che possono interpretare con le dovute riserve questo ruolo. In poche parole si tratta di una conca completamente chiusa da montagne e/o alte colline (tra 350-400 e 1200 m circa) con il fondo posto a poco più di 50 m sul livello del mare. La porzione sud-orientale, che costituisce il 40% dell'estensione totale, è interamente occupata dalla città. Conche di dimensioni simili, orientate più o meno allo stesso modo e prossime all'area Fiorentina, sono il Valdarno e il Mugello dove, per l'appunto, in queste ore sta nevicando abbondantemente). La temperatura di Firenze centro si attesta intorno ai 2-2,5°C, mentre a Fiesole (300m circa) la temperatura è di 0,5-1°C. Fin qui tutto segue la regola del gradiente termico adiabatico in assenza di vento (così come risulta dall'osservazione diretta). A Borgo San Lorenzo, nel cuore del Mugello a 190 m di altitudine, sta nevicando con un certo vigore e temperatura prossima allo 0°C. Lo stesso dicasi per Figline Valdarno, nel cuore del Valdarno a 100 m circa di altitudine, con temperature anche qui di poco superiori allo 0°C. Ma c'è di più, dal momento che nevica, seppure in maniera meno decisa e con varie difficoltà di accumulo, nell'Empolese e in Lucchesia, aree aperte più vicine al mare e leggermente più basse (poche decine di metri). In questi casi il paragone con Firenze non lascia dubbi: l'Isola di calore funziona bene, più che in ogni altra città d'Italia, dal momento che il calore, (forse anche di Milano) non potendosi disperdere e rarefarsi lateralmente, è costretto a salire verso l'alto a variegare e alterare, in questo caso, la fenomenologia delle precipitazioni. Per avere un'idea ancora più significativa della potenza di questo fenomeno vi porto i dati di un giorno invernale a cielo sereno ed assenza di vento per 3 località ben diverse: A- Firenze centro 55 m.s.l.m.; 500.000 abitanti crca. B- Passo Le Croci 519 m.s.l.m. (valico tra la conca fiorentina e il Mugello). C- Borgo San Lorenzo (Mugello) 189 m.s.l.m.; 16.000 abitanti circa. Alle ore 8:00 A - (-2°C); B - (0°C); C - (-8°C) Evidente inversione termica sia su Firenze che in Mugello, ma isola di calore molto più intensa ovviamente sul capoluogo toscano. Alle ore 14:00 A - (14°C); B - (9°C); C - (13°C) Ristabilimento del normale gradiente termico adiabatico ad aria secca; nessuna influenza dell'isola di calore. Alle ore 22:00 A - (6°C); B - (1°C); C - (-1°C) La potenza dell'isola di calore, al massimo della sua espressione per le diverse attività umane appena concluse o prossime al termine, altera notevolmente il primo raffreddamento serale. In definitiva il caso di Firenze dimostra ampiamente di quanto possa essere influente il fenomeno dell'isola di calore sulla fenomenologia meteorologica, oltre che sulle temperature in una città di dimensioni medio-grandi. Ovviamente il fenomeno tende a ridimensionarsi in base alla grandezza del centro-abitato. Ma a questo punto le domande più ovvie sono: quale sarebbe la temperatura della conca fiorentina se non ci fosse la città? Quanto influiva l'isola di calore nel secolo scorso quando Firenze aveva poco meno di 100.000 abitanti? È giusto confrontare le temperature attuali con quelle di 50, 100 e 150 anni fa?

Autore : Giuseppe Tito

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