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Fine novembre e primi di dicembre: freddo, pausa anticiclonica, nuovo affondo perturbato

Ecco la sintesi che ci aspettiamo tra fine novembre e prima decade del dicembre.

In primo piano - 21 Novembre 2013, ore 12.29

L'inizio della prossima settimana, in linea con quanto da noi esposto negli ultimi giorni, sarà caratterizzato dall'inserimento da est di masse d'aria fredde sul bacino centrale del Mediterraneo, con conseguente vistosa flessione delle temperature tra martedì e mercoledì, soprattutto in montagna.

L'effetto stau che andrà a generarsi sui rilievi del versante adriatico, potrà favorire qualche nevicata dai monti romagnoli sino giù alle Murge sino a quote anche molto basse (200-400m). Più difficile, visto il mare ancora caldo, che possano scaturirne conseguenze nevose sui relativi litorali.

Esaurita l'irruzione fredda, all'altezza del nostro meridione insisterà una residua circolazione depressionaria, mentre sul resto del Paese si andrà affermando un campo di alta pressione.

Infatti da venerdì 29 i modelli confermano l'estensione e il potenziamento di un vasto anticiclone esteso dal vicino Atlantico all'Europa, figlio di una temporanea compattazione del vortice polare e di una conseguente velocizzazione della corrente a getto.

In questo modo l'anticiclone proteggerà anche il bacino centrale del Mediterraneo dall'affondo di nuove saccature fredde e per alcuni giorni gli scambi meridiani ne resteranno ostacolati.
 
Intorno a martedì 5 dicembre, un rallentamento della corrente a getto causerà un maggiore serpeggiamento delle correnti perturbate atlantiche e una saccatura colma di aria fredda potrebbe tuffarsi sull'Europa centrale e poi Balcanica, coinvolgendo in parte anche il nostro Paese, nonostante la parziale protezione offerta dall'arco alpino, con formazione di una depressione al sud, maltempo, freddo e neve a bassa quota in Appennino. 

Si tratterebbe di un affondo apripista, destinato probabilmente a ripetersi anche nei giorni seguenti, magari con traiettoria più occidentale e dunque con maggiore coinvolgimento anche del restante territorio italiano. Naturalmente, per previsioni a così lunga gittata, sarà necessario aggiornarsi.


Autore : Alessio Grosso

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