Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Fienili trasformati in chalet: nuovi commenti dei lettori

I commenti dei lettori al pezzo di Alessio Grosso sulle trasformazioni rurali nelle Alpi.

In primo piano - 3 Dicembre 2004, ore 09.07

-Sono perfettamente d'accordo con Alessio Grosso, ritengo che nel rispetto della natura possa tranqillamente evolversi la storia e la vita dell'uomo. Abmedia -Io sono nato in montagna e ci vivo tuttora. Purtroppo il problema è su come vengono ristrutturate le baite e i piccoli borghi alpini. Uno non ci deve fare il villone con tanto di annessa dependance. I nostri avi hanno costruito nel rispetto dell'ambiente che li circondava, cercando di costruire in modo armonico, utilizzando materiali naturali. E' questo che manca. Siamo abituati al superfluo, infatti costruiamo eccessivamente senza rispettare l'ambiente che ci circonda. Dovremmo imparare dai nostri vicini d'oltralpe, svizzeri e austriaci, li si che esistono regolamenti che evitano scempi alla montagna. Buona giornata Alessandro Pellegrino -Innanzitutto vi devo ringraziare perché solo voi riuscite a parlare di questi argomenti con giusta obbiettività. Sono un alpino, alpinista, sciatore, montanaro e conoscitore di quasi tutto l’arco alpino e che per professione si occupa di edilizia. Purtroppo nell’ambiente alpino sono state commesse le stesse storture della pianura: in alcune zone si sono costruiti veri e propri ecomostri anche oltre i 1500 metri, strade inutili e colate di cemento ingiustificate (potrei fare parecchi esempi). E’ giusto invece ristrutturare gli edifici rurali e riconvertirli ad abitazione perché ciò fa rivivere la montagna che non può essere solo una cartolina a tre dimensioni, ma che è sempre stata abitata e vissuta dall’uomo. Il problema è come lo si fa. Lo stile delle costruzioni deve essere collocato nel proprio ambito, che non è necessariamente quello degli ultimi 50-100 anni, infatti anche le alpi sono state soggette a vari cambiamenti, dominazioni e spostamenti di persone. Abbiamo lo stile di costruzioni prettamente Walser sia in Val D’Aosta che passando per l’Ossola arrivando fino al Tirolo, si trovano colori di tipo Ligure (celto-ligure) in zone ora dove si parla Tedesco… Ci si può imbattere in costruzioni in stile Engadinese anche fuori dai Grigioni. Ricordiamoci che fino alla costruzione degli stati ottocenteschi, i confini alpini erano più labili ed oltretutto la gente si spostava di qua e di là a secondo della convenienza o del clima. L’importante sta nel rispettare l’ambiente circostante e lo stile generale dell’edilizia contadina e montanara. Concludo aggiungendo che la vita in montagna è impossibile senza il turismo, si … purtroppo senza i tanto vituperati “cittadini”, i montanari sono costretti all’abbandono dei paesi, perché sono poche le altre attività esercitabili in quota, a meno che, come nella Confederazione Elvetica, non si è disposti a mantenere con contributi pubblici stalle ed agricoltura in perdita in cambio del solo presidio territoriale! Paolo Lago Maggiore -ASSOLUTAMENTE concorde, in passato qualcuno costrui', certo per necessita', ma quando la modernizzazione arrivo' nessuno si fece scrupoli se abbandonare le vecchie abitudini e le vecchie baite avrebbe portato alla lenta rovina di queste abitazioni, ne' certo si obbligarono i proprietari a mantenerle in buono stato. Il problema e' che oggi le leggi tendono a scoraggiare con costi e vincoli chi cittadino si offre per ricondizionare, i valligiani che "contano" cioe' quei pochi che hanno possibilita' economiche, al grido compro tutto io piuttosto di un cittadino! fanno incetta di tutto e poi lasciano per anni le costruzioni a marcire. Forse si dovrebbe capire che un po' di cooperazione cittadini valligiani non farebbe che bene, nelle valli piemontesi a volte portare lavoro e soldi non e' bene accetto e i risultati si vedono. Questo e' causato anche da comuni completamente impreparati che non hanno neanche considerato l'opportunita' e non hanno mai creato delle regole per ristrutturare e nel dubbio la risposta e' no. Ma la speranza e' viva ! Diamoci da fare prima che gli stranieri che vedranno le nostre valli con le Olimpiadi ci freghino il nostro paesaggio. Andrea da Torino -Premesso che sono uno con profonde radici nella pianura e nessun legame o interesse con la montagna se non l'amore x questa. Forse...Certe evoluzioni sarebbe stato meglio evitarle ! non trova signor Grosso?...No, io non lo stravolgerei! Non è questione di reato, mà di buon senso! Se veramente le piace quel posto, cerchi di adattarsi a questo e non di cambiarlo! Di belle case...tutte eguali..... c'e già pieno il mondo! Perchè anche lì? La modifica di un territorio così bello e particolare non può essere lasciato al caso o alla testa di chi oggi ha fatto i soldi? E son finalmente d'accordo con Grosso: "il cittadino è visto troppo spesso, come nemico o deturpatore" e non è sempre vero....mà...quasi!. Geom. Gabriele Berneri -Caro Signor Grosso, è difficile dare un giudizio sereno sulla questione che è stata posta, dipende tutto da che parte si sta. Spesso chi ama la montagna, come me, è geloso di tutto e i turisti li “soffre tremendamente”. Io sono tra questi. Per contro mi rendo conto benissimo che è giusto che il bello sia alla portata di tutti, compresi i meno abbienti, gli invalidi, gli anziani. E allora ben vengano coloro che risanano il vecchio fienile, rifanno il muro dove stava franando il pendio, hanno consolidato la strada (magari per passarci con il SUV, ma pazienza). Ma ben venga anche una limitazione a tutti gli abusi, NO ai condoni edilizi!!! Conosco benissimo la situazione del Primiero in quanto i miei sono di Ronco Cainari, ma conosco altrettanto bene la situazione in Provincia di Bolzano dove vivo, a 1300 metri, sul “Balcone d’ Europa”. Ebbene attenzione anche a voler difendere a tutti i costi l’agricoltura di montagna e in particolare la zootecnia, dove diversi masi, grazie ai contributi pubblici, hanno trasformato le stalle da 10 capi in complessi con 80/100 grosse macchine da latte! Lo sa, Signor Grosso, che sul Renon i grandi allevatori il fieno lo comperano in pianura, perché i prati per 10 vacche non possono certo sfamarne 100? E il letame che producono tutte queste macchine da latte sa dove va? Va ad “ingrassare” quegli ex praticelli di montagna, dove non crescono più l’arnica o il botton d’oro e nemmeno più le margherite. Venga pure a verificare. La potrei portare a vedere dove ci sono montagne di m…. nascoste anche tra i boschi, che colano furtive a valle inquinando tutto. In compenso anche il maso più sperduto è connesso con un depuratore, ma solo per gli umani. Cordialità. Mirto Fontana

Autore : Redazione

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum