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Fase PERTURBATA tra 28 febbraio e 2 marzo: cosa potrebbe succedere?

Secondo uno schema già visto nel corso di questo inverno, uno strappo gella corrente a getto zonale al di sopra dell'oceano Atlantico porrà le basi per la realizzazione di una nuova fase perturbata dalle caratteristiche ancora invernali a cavallo tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Vediamo la possibile linea di tendenza nel dettaglio.

In primo piano - 21 Febbraio 2014, ore 12.00

Se negli Stati Uniti l'inverno attuale verrà ricordato per il grande gelo, in Europa verrà probabilmente ricordato per la grande pioggia, portata da un forsennato regime zonale di venti come non si faceva vedere ormai dai lontani anni 70'. Sul finire di febbraio questa circolazione atmosferica subirà una nuova parziale modifica, secondo uno schema già visto circa un mese fa.

L'ultima decade di gennaio 2014 è stata infatti caratterizzata da uno strappo della corrente a getto zonale sul comparto nord-Atlantico, un evento che ha favorito un tracollo di masse d'aria polari-marittime dai settori groenlandesi verso l'Europa centro-occidentale, responsabili per l'Italia di una breve parentesi invernale che aveva regalato neve a bassa quota su diversi settori dell'Italia settentrionale.

Uno schema analogo, cioè uno strappo della corrente a getto sull'Atlantico, seguita a ruota dallo sprofondamento di una depressione carica di aria polare-marittima, potrebbe intervenire sull'Europa a cavallo tra la fine di febbraio e l'esordio di marzo.

Quali effetti sul territorio italiano?

L'aria polare marittima scivolerebbe abbastanza agevolmente dai settori nord-atlantici in direzione dell'Europa centro-occidentale, ponendo così le basi per l'avvio di una nuova fase perturbata dalle caratteristiche invernali sull'Italia, soprattutto nei settori settentrionali. L'aria polare-marittima non presenta valori di temperatura particolarmente rigidi alle quote superiori, è tuttavia dotata di una grande vorticità che amplifica i fenomeni di instabilità e rende possibile la caduta di neve a quote discretamente basse anche in assenza di grande freddo sugli strati prossimi al suolo.

Dopo lo "scempio" termico portato in queste giornate di grande richiamo meridionale, consentirebbe comunque un miglioramento della qualità della NEVE sui settori alpini ed appenninici, assicurando una stagione sciistica di ottimo livello anche per la prima parte della primavera.

Dove andrà a collocarsi la depressione?

La media delle previsioni Ensembles per il periodo preso in esame, mette in evidenza una considerevole coesione previsionale. Molti clusters propongono infatti lo sprofondamento della depressione nord-atlantica carica di aria polare-marittima in Europa. L'evento di per sè risulta quindi abbastanza probabile anche se ancora incerto nelle sue modalità di realizzazione.

Un affondo più occidentale permetterebbe la costituzione di un vero e proprio sistema frontale in direzione dell'Italia, regalando allo stivale un tipo di tempo piovoso e nevoso ma allontanando i fenomeni di instabilità localizzata che diverrebbero invece protagonisti in caso di affondo più orientale. In questo secondo caso la massa d'aria fredda in quota stazionerebbe proprio al di sopra del nostro Paese. Mancherebbe un sistema nuvoloso compatto ed esteso, il sole potrebbe così fare capolino inasprendo il gradiente termico verticale, creando i presupposti per la prima timida convezione della primavera 2014 ormai prossima alla sua entrata in scena.

Avremo modo di riparlarne.

Nell'immagine abbiamo proposto la previsione del modello americano GFS per sabato primo marzo. Questa previsione contempla la possibilità di avere un affondo più orientale, l'aria fredda in quota della depressione si troverebbe così al di sopra del nostro stivale che di conseguenza vivrebbe un tipo di tempo frequentemente macchiato dall'instabilità ma senza precipitazioni persistenti.


Autore : William Demasi

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