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Fantasticando...

Le carte a lungo termine, sincronizzate con il responso di alcuni indici, ci consegnano una prognosi piuttosto incerta per la fine del mese. Non ci rimane che passare in rassegna le ipotesi più probabili.

In primo piano - 12 Marzo 2009, ore 10.12

Tutto partirà da lui, dal signore dell'inverno, il vortice polare. La sua stagione tormentata ha ancora nuove spine da conficcare nel fianco del nostro trottolone artico. Si tratta di pugnalate anticicloniche subtropicali che si ergono improvvise e poderose ad insidiare la sua gelida incolumità. Queste sono però le leggi della natura, quelle leggi che regolano gli scambi termici tra le diverse latitudini e che permettono l'avvicendarsi dei fenomeni e delle stagioni. E proprio in questo periodo, con il Sole che è in procinto di sorpassare l'equatore celeste per trascorrere i prossimi 6 mesi a spasso per i cieli del nostro emisfero, i costrasti tra le diverse latitudini si fanno aspri e inevitabili. Quando fu forgiato il famoso detto "una rondine non fa primavera" non c'erano i mezzi di oggi che avrebbero sin da allora permesso di stilare un'altra affermazione, magari meno romantica e più tecnica ma per noi, amanti della meteo, ugualmente efficace: "un anticiclone non fa primavera". Ora, risaputo che la primavera non significa sole a oltranza ma appunto variabilità a volte anche estrema, i conti tornano. Ecco dunque che, dopo una fase di relativa stabilità, quella che vivremo fino a sabato e, in una seconda trance anche nei primi giorni della prossima settimana, tutto si rimette in gioco. Le spine nel fianco del vortice polare saranno più di una. Quelle che maggiormente ci interessano saranno la spinta subtropicale sul Pacifico verso le isole Aleutine e quella subtropicale atlantica verso Islanda e Groenlandia. La prima forgerà la curvatura della corrente a getto in entrata sul continente nord-americano, la seconda verrà ulteriormente manipolata dall'impatto con la perpendicolare catena montuosa delle Rockies canadesi e dalle temperature superficiali dell'Atlantico. Ne deriverà appunto una spinta meridiana, quella atlantica la quale, intorno dopo il 20 di marzo, provvederà a prelevare aria fredda proprio dal vortice polare per inviarla verso l'Europa orientale. Al momento l'ipotesi di una manovra spinta, che in un primo tempo pareva possibile, ossia quella che vedrebbe addirittura l'alta pressione penetrare verso la Russia e provocare una spinta retrograda del blocco freddo che ancora staziona sulle innevate pianure nordiche. sta perdendo sempre più credito. Non ci rimane che approfondire gli indizi che riteniamo più probabili: il vortice polare è proiettato verso una nuova frenata. La circolazione a livello euro-atlantico verrà nuovamente modificata. Anche l'Italia dopo il 20 marzo potrebbe venire pettinata da una fase piuttosto instabile pronta ad impegnare con maggior probabilità il nostro centro-sud. Per il settentrione tutto starà ancora una volta al vaglio dell'arco alpino. Per ora abbiamo solo fantasticato; la situazione merita però ulteriori approfondimenti, non mancate di seguirci nei nostri prossimi aggiornamenti.

Autore : Luca Angelini

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