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Estate normale o estate bollente, quali sono le differenze?

Perchè a volte la stagione estiva si presenta con il suo volto torrido (o afoso) mentre in altre occasioni ci regala splendide giornate di clima gradevole?

In primo piano - 20 Giugno 2011, ore 14.14

 Le estati non sono tutte uguali. Dal punto di vista squisitamente previsionale ce ne accorgiamo di volta in volta, quando nella stesura delle proiezioni stagionali notiamo che gli elementi climaticamente determinanti sono sempre diversi e, con essi, anche le conseguenze. Può così capitare che la circolazione tropicale si presti ad un risveglio precoce, con il monsone nord-africano che tende a spingere all'interno del Continente Nero.

In opportune condizioni tale stato di cose prepara senza dubbio per i Paesi mediterranei le basi per un'estate bollente. Tutto il blocco anticiclonico subtropicale infatti, sotto la spinta del Monsone e della linea di convergenza intertropicale che sale per alcune centinania di chilometri verso nord, si proietta a sua volta verso la fascia temperata (la nostra) mandandoci nel forno. Se saremo noi, piuttosto che la Spagna o la Grecia sarà compito delle anomalie oceaniche ma li siamo già nel campo del dettaglio che va visto e studiato caso per caso.

Questa è comunque la situazione peggiore in termini di caldo e di persistenza, dato che contempla il connubio e la coordinazione contemporanea sia del ramo azzorriano, che solitamente riesce a prendere piede soprattutto nei bassi strati, sia di quello continentale o nord-africano, che soffia la sua aria rovente alle quote superori. L'esempio tipico fu quello dell'indimenticata estate del 2003 che vide il ripetersi di questa situazione per l'intera stagione.

Ma se l'estate africana sembra diventata la moda dell'ultimo decennio, ci si chiede quale fosse la caratteristica dell'estate tipica mediterranea che ha fatto scuola negli anni precedenti. Naturalmente la risposta verte su un altrettanto famoso anticiclone, quello delle Azzorre. La sua posizione parzialmente defilata e con la possibilità di proporre ondulazioni più o meno marcate, permette un maggiore ricambio d'aria, con alterni e veloci passaggi perturbati atlantici a fasi di tempo soleggiato ma nel complesso abbastanza mite e gradevole.

In questo caso la circolazione tropicale risulta sempre determinante: un Monsone africano che parte in ritardo (rispetto al caso descritto in precedenza), una minor magnitudo dello stesso e un conseguente minor innalzamento verso nord della fascia anticiclonica subtropicale demanda essenzialmente al Getto Polare le vicende meteorologiche dell'Europa e del Mediterraneo.

Il filo che separa un'estate bollente da una mite e gradevole non è dunque così sottile. E' la conseguenza diretta o indiretta di una serie complessa di vicende climatiche a spasso per il Pianeta e che, giunti a questo momento della stagione, si spera sempre che ci grazi e ci conceda quella fantastica estate mediterranea da molti rimpianta ma che a volte, con una buona dose di fortuna, ritorna. 

 


Autore : Luca Angelini

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