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Esiste ancora una vera rottura stagionale?

Negli anni 70', 80', 90', era divenuta popolare la classica rottura estiva a suon di rovesci e temporali che solitamente interveniva dopo la seconda metà di agosto. Cosa è cambiato negli anni 2000? Si può ancora parlare di classica rottura di mezz'estate?

In primo piano - 17 Agosto 2012, ore 11.20

Quando si parla di rottura estiva inevitabilmente tornano alla mente i ricordi di estati lontane. Mesi di luglio con tante belle giornate soleggiate e tanti giorni passati al mare. Con l'arrivo di agosto l'atmosfera diventava gradualmente più umida ed afosa. Qualche notte insonne a causa della forte umidità era quasi una tappa obbligata ma partire dalla seconda metà di agosto spesso e volentieri interveniva un vero e proprio "strappo" all'interno del tessuto anticiclonico che imponeva una immediata battuta d'arresto alla stagione estiva.

Questa "tappa", sorta di passaggio obbligato che sanciva l'inizio del tramonto della stagione estiva a scapito di quella nascente autunnale era ben nota a tutti ed era entrata quasi ufficialmente all'interno di "dogmi" senza i quali l'estate non avrebbe avuto ne un inizio ne una fine precisa.

Con l'avvento degli anni 2000 questa tappa obbligata sembra ormai quasi sparita, (specie dal 2009 in poi) e con essa la nostra memoria riguardo questa peculiare fase dell'atmosfera va scemando sempre più!

L'impressione che alcuni passaggi instabili "chiave" del trapasso da una stagione all'altra siano ormai sfumature perse di un clima che va cambiando, è ormai sotto l'occhio di molte persone.

Che cosa è veramente cambiato nel nostro clima negli ultimi 10-15 anni e perchè?

La risposta a queste due domande non è di facile soluzione. Quello che, almeno a livello barico e sinottico pare cambiato rispetto al clima di qualche decennio fa, è una certa tendenza alla migrazione verso nord della cella di Hadley. Una fascia dell'atmosfera che diviene sede preferenziale degli anticicloni e stimola l'espansione dell'alta pressione delle Azzorre oppure di quella africana.

Il motivo della persistenza di queste due figure bariche sull'Europa, divenute tanto recidive negli ultimi 15 anni potrebbe trovare risposta nella migrazione a nord della fascia subtropicale?

Guardando a livello puramente statistico il comportamento dei mesi tardo estivi ed inizio autunnali nell'ultimo decennio, ci si accorge di come l'alta pressione abbia fortemente condizionato questo periodo dell'anno in modo determinante.

Negli ultimi anni sembra essersi persa, o quantomeno molto ridotta la famigerata battuta d'arresto tardo estiva. Essa è stata sostituita da un lento spegnersi della stagione calda non tanto per opera di qualche brusco peggioramento del tempo, quanto per il graduale ritiro dell'alta pressione.

A cosa potrebbe essere dovuto questo cambiamento del comportamento atmosferico?

Si sente spesso vociferare in merito di mutazioni climatiche indotte dalla forte attività antropica presente sulla terra. Nessun calcolatore, nessuna previsione probabilistica a lunga scadenza è in grado in realtà di dare una risposta precisa. Una cosa però è sicura, il clima e con esso il tempo atmosferico, sono in continua evoluzione. Questo perenne mutamento avveniva già prima dell'intervento dell'uomo con l'effetto serra e tutte le sue possibili conseguenze sul clima.

La "trasformazione climatica" è stata sempre caratteristica intrinseca del clima stesso della Terra sin da quando esiste atmosfera sul nostro pianeta.

Vista su quest'ottica il cambiamento o la trasformazione degli standard climatici attuali potrebbero in realtà non essere affatto conseguenza diretta delle nostre attività, ma rientrare nell'ottica di una semplice "fase" o ciclo atmosferico da seguire con interesse e senza troppo spavento anche negli anni a seguire.


Autore : William Demasi

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