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ESCLUSIVO (LA PRIMA NEVE del 2006): a cavallo tra Favonio e neve in Alto Adige (1-4 novembre 2006) prima parte

La cronaca della prima irruzione fredda invernale sulle Alpi orientali ai confini tra Italia ed Austria.

In primo piano - 10 Novembre 2008, ore 15.36

E' mercoledì primo novembre: la troupe di MeteoLive parte da Milano alla volta della Val Pusteria e delle sue laterali più settentrionali (Aurina ed Anterselva) per verificare la distribuzione del muro del Favonio in condizioni di forti correnti da nord in seno ad una intensa avvezione fredda autunnale. La giornata inizia con cielo sereno a Milano dopo una nottata nuvolosa e con temperatura sui 13°C. Il fronte dietro il quale affluirà la massa fredda in arrivo dalla Scandinavia si attarda ancora sul nord-est senza provocare fenomeni di rilievo. Lo ritroviamo infatti ancora attardato sul Bresciano e nel Veronese con nuvolosità composta in prevalenza da altocumuli stratiformi. C'è molta foschia, a stento si scorge il profilo delle montagne dalla zona del Garda, la temperatura a Sirmione è la stessa di Milano ma alle 10 del mattino. Il foehn non si è ancora inserito. Dalla redazione ci avvisano che ci attendono ben due impulsi freddi nella zona dell'Alto Adige: il primo giungerà tra la serata e la notte, scavalcando la cresta delle Alpi, il secondo giungerà nelle 24 ore successive, poi rimarrà un effetto stau più blando e legato ai soli crinali di confine. Andiamo a verificare. A Trento sembra primavera con 14°C intorno alle 13 e un cielo sempre più terso. Procedendo verso Bolzano però le cose cambiano. Nel cielo compaiono giusto tra la Venosta, il Renon e l'Alpe di Siusi una striscia di cumuli anche ben organizzati, che subito dopo il capoluogo altoatesino lasciano cadere anche qualche gocciolone, in un contesto però di aria piuttosto secca. Dopo Chiusa il cielo torna però improvvisamente a farsi sereno e l'innesco del Favonio è improvviso. Spazza la valle d'Isarco già moderato ma la cima Plose a Bressanone e le altre cime verso Vipiteno ci appaiono in parte avvolte da nubi basse. E' il segnale dello stau, dell'aria fredda che si addensa ai crinali di confine e che prova in parte a sfondare verso sud. I risultati però al momento appaiono modesti e il cielo rimane in gran parte sereno, con temperatura però che appena imbocchiamo la Pusteria scende a 7°C. Ora si procede non più verso nord ma verso est per Brunico. All'arrivo in città uno sguardo verso nord per controllare cosa stia accadendo in Aurina e nella valle Selva dei Molini: Gran Pilastro, Cima di Campo, Sasso Nero e Monte Lovello sono avvolti dalle nubi e qua e là spuntano le prime virga nevose che si protendono come una nuvoletta verso il fondovalle. La Pusteria però resta costellata solo da piccoli cumuletti estivi in un cielo azzurro che, con il verde dei prati, i gerani ancora alle finestre delle case e degli alberghi, le betulle ancora verdeggianti fa sembrare di essere ancora in piena estate. Solo i larici ingialliti ricordano che invece è autunno. L'assenza di neve sino alle cime dolomitiche è pressochè totale: nessun cannone sta sparando la neve anche se sono tutti posizionati. Il problema è che mancano le temperature. Giungiamo al "campo base" di Sorafurcia, appena sopra l'abitato di Valdaora (Olang) lungo la strada che conduce al Passo Furcia, ai piedi del Plan de Corones (Koronplatz). La vista da qui è fantastica: si spazia sino ai monti della Val Casies e di Dobbiaco ma soprattutto verso la valle Anterselva, l'avamposto più settentrionale che possiamo scorgere dalla nostra postazione panoramica con le Vedrette di Ries che incorniciano il lago di Anterselva già interessate da rovesci di neve intermittenti. Non accade però praticamente nulla sino a sera: non c'è vento, la temperatura a 1250m è di +4°C alle 17. Prima del tramonto il rasserenamento sembra totale, scompaiono anche i cumuli e cessa di rovesciare verso Anterselva. In piena notte però il cielo si copre, il vento non aumenta di intensità, la visibilità sulla Pusteria però rimane buona, mentre in Anterselva una nebbiolina giunge sino allo sbocco vallivo meridionale, all'altezza di Rasun. Da lì ci sono 17 km per arrivare al lago, qualcuno in più per il confine a Passo Stalle. 17 km di vera passione meteorologica. (vedere seconda parte). Passano le ore: anche le Dolomiti alle nostre spalle sembrano coprirsi di una leggera nebbiolina, finchè la luna è completamente oscurata e sulla Cima delle Tredita (dreifinger) è sicuro che stia nevicando. Rivolgiamo nuovamente la vista verso nord: ora anche la Roda delle Scandole, il monte che accompagna il profilo della Pusteria a sud della val Anterselva si incappuccia. All'alba la sorpresa: sotto un leggero vento da nord e con temperatura scesa rapidamente a 0°C e con umidità in aumento i rovesci di neve investono tutta la valle e risalgono verso Sorafurcia. Giungono dall'Aurina e dall'Anterselva a gran velocità. E' nebbia su tutta la valle: imbianca dai 1100m. Comprendiamo di essere all'interno del muro del Foehn. La nuvolosità tracima anche verso la Val di Funes e la Val Badia stando all'osservazione delle webcam locali ma la neve è relegata solo ai nostri versanti. Alle 8.30 di giovedì 2 novembre i rovesci di neve si placano improvvisamente, la nuvolosità si attenua fino a dissolversi e riappare tutta la Pusteria: le cime sono innevate. Solo in Anterselva i rovesci sono ancora in atto nella parte superiore della valle. Il primo impulso è passato e ora spira un vento fortissimo da NORD-NORD-OVEST: è favonio freddo, si scende a -9°C a 2000m, e a Sorafurcia si scende gradualmente a -3°C anche in presenza del sole. I cannoni si mettono immediatamente in funzione e sparano sui prati ancora pressochè verdi. Non ci accontentiamo però di questa neve artificiale, vogliamo vedere quella naturale. E allora via verso Anterselva... FINE PRIMA PARTE

Autore : Alessio Grosso

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