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ESCLUSIVO! De Rolandis a MeteoLive sul famoso pezzo del 1973: "quell'articolo non venne pubblicato integralmente..."

Le rivelazioni del giornalista scientifico Ito De Rolandis a MeteoLive sull'articolo del 1973 su "Il Messaggero".

In primo piano - 7 Giugno 2005, ore 07.48

L'importante articolo pubblicato nel 1973 da Ito De Rolandis sul Messaggero e ripreso dal nostro collaboratore Massimiliano Santini, suona ancora oggi come un monito per tutti gli scienziati che credono di avere la verità in tasca sul futuro del clima. In quei tempi infatti alcuni grandi luminari presentavano l'aumento della concentrazione di anidride carbonica come causa dell'aumento delle masse di ghiaccio sulle Alpi! Questo è quanto fu pubblicato (e quello che lesse e recepì il pubblico) ma le cose non andarono esattamente così! 31 anni dopo MeteoLive è lieta di pubblicare sul suo quotidiano la lettera di chiarimento che il Dottor De Rolandis ci ha gentilmente inviato, che svela alcuni retroscena di quei giorni. -------------------- Gentili amici, leggo con piacere che avete riportato un mio articolo pubblicato sul Messaggero nel 1973, quando a Chamonix si tenne un convegno di scienziati sull'andamento meteo del pianeta. Tra gli altri rammento che era presente sir Bernard Lowell, allora Direttore dell'osservatorio di Jodrell Bank alla periferia di Londra. Il mio articolo però NON VENNE PUBBLICATO INTEGRALMENTE! Sapete anche voi cosa accade nei giornali: "il piombo non è elastico" diceva allora il direttore Alessandro Perrone. Così la mannaia del taglio cadde in modo infelice su una "codina" che finì nel cestino, ma che chiariva l'opinione comune degli scienziati che parteciparono all'assemblea. Che si diceva in quelle poche righe NON APPARSE sul Messaggero? Che l'inquinamento dell'atmosfera, ed il conseguente effetto serra avrebbero aumentato la temperatura del pianeta, e che proprio per questo saremmo andati incontro ad una "quinta" glaciazione. Vi pare un controsenso? A dire il vero era parso anche a me, ma Gerard La Frontière di Parigi mi chiarì la cosa, una ipotesi che oggi torna incredibilmente di attualità visto che mister O' Keef, numero uno della Nasa ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di aprire un piano di finanziamenti per una ricerca in tal senso. Ecco l'ipotesi, in poche parole. L'aumento della temperatura farebbe sciogliere i ghiacci. La cosa non provocherebbe nulla di particolare nella zona dell'Artide, dove il pack "galleggia" sul mare, di conseguenza il suo volume, anche sciolto, non cambierebbe di molto rispetto a quello attuale. Preoccupante invece diverrebbe la situazione nell'Antartide, dove l'85% dei ghiacci poggia sulla terraferma. Questa imponente massa nevosa, una volta sciolta, si riverserebbe negli oceani, creando un aumento di livello di 6 cm (come fu sottolineato fu detto allora, dalla lettura dei miei appunti) Sarebbe disastroso un livello del mare più alto di 6 centimetri, a visione planetaria? No , dissero gli scienziati. "Ma - aggiunsero - nel mare verrebbe improvvisamente riversata una massa d' acqua dolce enorme, tale da variare la concentrazione salina in modo non uniforme, ma "ramificata"" . L'acqua dolce infatti verrebbe dislocata negli oceani secondo la spinta delle correnti marine. E qui veniamo al pericolo della glaciazione. Rammento che allora vennero mostrate diverse diapositive sul tracciato delle correnti. Fu sostenuto che una concentrazione diversa del NaCl marino avrebbe mutato il percorso di tali correnti, ad esempio quella del Golfo si sarebbe piegata più a sud, mentre quella che penetra nel Mediterraneo attraverso lo stretto di Gibilterra sarebbe stata ridotta un un braccio insignificante. La Frontière affermò che il Mediterraneo privo di correnti calde sarebbe raggelato, aprendo un varco ai venti del nord, che già oggi tendono a spingersi nel "Mare nostrum" appena si verifica un indebolimento dell'alta pressione. Lo studioso francese aggiunse che aveva buoni motivi per ritenere che l'ultima glaciazione, quella avvenuta 25 mila anni fa, era stata determinata da una variazione del percorso delle correnti marine, causata dalla caduta di un meteorite di notevoli proporzioni nell'Atlantico (la piccola glaciazione non interessò in modo uniforme il globo terrestre). (...) Lieto dell'incontro, con sentiti complimenti per la vostra iniziativa, abbiate i migliori saluti Dott. Ito De Rolandis

Autore : Report di Alessio Grosso

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