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Eruzione dello Stromboli: perchè è avvenuta e quali pericoli possiamo incorrere nel futuro?

Cerchiamo di indagare nel dettaglio sulle dinamiche che hanno portato alla forte esplosione dello Stromboli mercoledì scorso. Una riflessione anche sul futuro geologico del vulcano.

In primo piano - 7 Luglio 2019, ore 14.00

Nel pomeriggio di mercoledì 3 luglio, due violente esplosioni vulcaniche hanno sconvolto l'isola di Stromboli, seminando il panico tra la popolazione. A partire dalle ore 14:46, si è verificato un vero e proprio parossisma che ha interessato l'area centro-meridionale della terrazza craterica dove si aprono le bocche dello Stromboli, a circa 800 metri di quota sul mare. Le due distinte esplosioni sono avvenute a poca distanza di tempo ma entrambe con effetti distruttivi nei confronti del territorio circostante. Il parossisma è stato anticipato dalla fuoriscita di due fronti lavici che si sono riversati in mare lungo la cosiddetta "Sciara del fuoco".

L'eruzione è stata classificata come una delle più intense mai registrate sul vulcano da quando esiste un sistema organizzato di rilevazione (1985). L'evento che si è verificato, è stato accompagnato da un imponente rilascio di ceneri e lapilli che hanno raggiunto persino il piccolo paese di Ginostra con una pioggia di detriti. L'evento parossistico è stato accompagnato da parametri geofisici molto alti, e persino da una nube piroclastica che scivolando lungo la Sciara del Fuoco, ha raggiunto il mare, camminando per centinaia di metri lungo la superficie dell'acqua.

Sull'isola non è una novità avere eventi parossistici di questo tipo, il passato insegna che di tanto in tanto possono verificarsi esplosioni anche violente, nonostante il vulcano abbia una natura abbastanza tranquilla, cioè con un comportamento abitudinario, eventi di questo tipo possono comunque verificarsi. Tra le eruzioni più intense, ricordiamo quelle del 1919, 1930, 2003 e 2007. L'eruzione del del 1930 produsse anche in quel caso flussi piroclastici.

In questo momento la situazione è tornata alla normalità, tuttavia, alla luce dei recenti sviluppi, la Protezione Civile ha innalzato il livello di allerta a giallo. Per lungo tempo si è discusso sulla pericolosità di questo vulcano che nel tempo è stato definito come "il faro del Mediterraneo", secondo alcuni scienziati la sua presenza potrebbe essere fonte di pericolo per un eventuale crollo che potrebbe addirittura dare luogo ad un'onda di tsunami dalle conseguenze devastanti per alcune aree costiere. A suggerire questa ipotesi per un lontano futuro, l'instabilità intrinseca di un grande apparo vulcanico soggetto ad una continua crescita.

Un gigante nascosto. Di Stromboli noi vediamo soltanto la sommità, in realtà gran prte del vulcano cresce e si sviluppa nelle profondità del mare, emergendo sopra la superficie soltanto negli ultimi 900 metri ed innalzandosi sopra un fondale marino profondo oltre 2000 metri. Poco o nulla sappiamo sulle ripercussioni a lungo termine del continuo riversamento lapilli lungo la sciara del fuoco, un processo che imprevedibilmente potrebbe dare anche luogo a frane sottomarine, dagli esiti imprevedibili. 


Autore : William Demasi

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