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EMERGENZA MERCURIO: Individuate elevate quantità di mercurio nelle nostre acque!

Si rende necessaria al più presto la chiusura degli impianti obsoleti di cloro-soda con celle a mercurio! Già nel 1991 le autorità competenti esprimevano preoccupazione per l'utilizzo nell'industria chimica italiana di uno dei metalli pesanti più inquinanti e nocivi per la salute umana. Nel 2007 in Italia il problema non si è ancora risolto.

In primo piano - 8 Giugno 2007, ore 10.30

La quantità di mercurio presente in atmosfera e nelle nostre acque è ancora troppo elevata, secondo i dati presentati dalle autorità preposte al monitoraggio sull'inquinamento atmosferico da mercurio nei pressi dei principali impianti per la produzione di cloro e soda italiani. L'unico stabilimento che non utilizza mercurio è quello di Assemini, in provincia di Cagliari. Gli altri sei, di cui cinque ancora funzionanti, invece, non hanno mai eseguito opere di ammodernamento. I tecnici preposti al controllo e al monitoraggio ambientale hanno misurato le concentrazioni di mercurio all'esterno a Porto Marghera (VE), Pieve Vergonte (VB), Torviscosa (UD), Rosignano Marittimo LI), Bussi sul Tirino (PE) e Priolo Gargallo (SR),chiuso dal 2005 perchè coinvolto due anni prima nell'indagine sullo scarico di reflui al mercurio in mare! A Pieve Vergonte, Porto Marghera e Priolo il monitoraggio è stato effettuato anche all'interno degli stabilimenti. I valori medi più alti sono stati registrati dentro l'impianto di Pieve Vergonte con valpori di oltre 1.500 ng/m3 e picchi di 35mila ng/m3 negli impianti di Priolo e di Porto Marghera. All'esterno i risultati più significativi sono stati quelli di Torviscosa e Bussi sul Tirino. Visto che in Italia e in Europa non esiste ancora una normativa che fissi i limiti per la concentrazione di mercurio in atmosfera, si può considerare la soglia prevista negli Stati Uniti, pari a 300 ng/m3, o il valore medio annuo raccomandato dall'Oms nelle Linee guida per la qualità dell'aria, che si ferma a 1.000 ng/m3. I valori massimi registrati negli stabilimenti italiani oltrepassano ampiamente questi limiti mettendo in serio pericolo la salute pubblica, contaminando l'atmosfera e le nostre acque. In Europa le cose non vanno certamente meglio considerando che nel rapporto delle associazioni preposte al monitoraggio ambientale si legge che solo nel 2004 le emissioni di mercurio sono state oltre 32 tonnellate in aria e 5 tonnellate in acqua. La responsabilità maggiore è della Germania, che da sola produce oltre il 25 per cento del totale europeo, seguita da Francia, Regno Unito, e Italia che contribuisce al totale con il 7 per cento. Il nostro Paese è invece tristemente primo nella graduatoria dell'inquinamento da mercurio delle acque con 1,4 tonnellate, pari al 27 per cento del totale!

Autore : Luca Savorani

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