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El Nino riparte, quali le conseguenze in prospettiva per l'Italia?

Alle previsioni dei centri climatologici mondiali stanno seguendo i fatti. Le acque del Pacifico equatoriale stanno aumentando le loro temperature. Andiamo a vedere cosa potrebbe accadere sull'Europa e sul nostro Paese.

In primo piano - 30 Giugno 2009, ore 09.27

L'avevamo annunciato a suo tempo snocciolando i dati previsionali fornitici dai centri climatologici mondiali. Secondo i grafici che indicano l'andamento complessivo delle temperature superficiali di quel tratto di oceano Pacifico al largo delle coste ecuadoregne, l'episodio non dovrebbe presentare caratteristiche particolarmente forti ma si tratterebbe con maggior probabilità di un episodio di media intensità. In ogni caso, in linea con le proiezioni anticipatevi, ora l'episodio di El Nino sta effettivamente prendendo il via: la circolazione che alimenta l'affioramento di acque fresche dai fondali ha smesso di funzionare. La causa è il blocco degli Alisei, venti convergenti lungo l'equatore che in condizioni normali "raschiano" verso occidente le acque superficiali dell'oceano creando quindi il fenomeno dell'upwelling, l'affioramento di acque fresche citato poc'anzi. Bene, detto questo, cosa potrebbe accadere sotto il punto di vista climatico? Lo studio delle teleconnessioni, pur non mostrando una linea certa e univoca in merito, ci fa sapere che sull'Europa le eventuali conseguenze si fanno sentire dopo 3-5 mesi dalla nascita dell'evento (apice intorno al periodo natalizio). L'impronta del fenomeno è però mischiata alle forzanti impresse dalle temperature superficiali dei mari e degli oceani, alla copertura nevosa alle alte latitidini, insomma il discorso si complica. Nel nostro caso potremmo affermare che in caso di evento "light", le conseguenze sarebbero sostanzialmente ininfluenti, mentre in caso di evento "strong" il nostro autunno, ma anche il nostro inverno, potrebbero risentirne. In che modo? Fondamentalmente la linea guida prevede con maggior probabilità l'intervento di una semestre invernale più mite della norma. Attenzione però, tutto dipenderà anche dalla reazione delle acque superficiali atlantiche, al momento in via di lieve raffreddamento nel suo settore centro-settentrionale, dall'andamento dei venti stratosferici, in fase di inversione e dalla presenza o meno del minimo solare che ancora indugia sorprendentemente lassù nel cielo. Le variabili potrebbero frenare l'azione mitigante di El Nino consentendo un inverno tutto sommato normale. Tanto basta per tenerci aggiornati con i nostri prossimi approfondimenti. Continuate a seguirci.

Autore : Luca Angelini

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