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El Niño Strong 2015: potrebbe avere o no effetti sul tempo d'Europa?

Indagine su uno dei fenomeni climatici più discussi e controversi sull'impatto della circolazione generale atmosferica.

In primo piano - 23 Ottobre 2015, ore 20.00

L'autunno-inverno 2015-2016 sull'Emisfero boreale verrà ricordato a lungo dai climatologi di tutto il mondo per portare alla ribalta un fenomeno ciclico di surriscaldamento delle acque dell'oceano Pacifico equatoriale, un evento che in forma così intensa non si presentava dal 1997 e che adesso raggiunge picchi di intensità molto simili a quelli registrati allora.

L'accumulo di acque molto tiepide lungo le coste del Sud America, determina su questi settori un indebolimento degli Alisei; il surplus di calore conduce ad una forte attività temporalesca di natura termoconvettiva e le precipitazioni lungo la fascia costiera di Perù ed Equador sono sopra la media. L'evento di Niño è stato classificato di tipo "strong", in ulteriore rinforzo nel periodo compreso tra gli ultimissimi mesi del 2015 e la prima parte del 2016, andrà attenuandosi solamente dalla prossima primavera.

Che il processo di surriscaldamento sia ancora in atto è verificabile anche dai recentissimi aggiornamenti sulle temperature superficiali raggiunte nella parte orientale dell'oceano Pacifico Equatoriale; un paio di settimane fa lo scarto positivo superiore alla media era infatti pari a +2,2°C mentre allo stato attuale è risalito sino +2.4°C. Questo valore rappresenta nulla più di una temperatura media che tiene conto di luoghi dove lo scarto positivo è minore e luoghi dove quest'ultimo risulta maggiore, toccando addirittura dei picchi pari a +4°C, un valore veramente eccezionale! 

Circa le conseguenze di questo fenomeno sull'andamento medio della circolazione a livello globale, sono state tirate in ballo numerose teorie; quella più condivisibile conferma la possibilità che El Niño possa avere un impatto meteo-climatico particolarmente forte nelle zone direttamente coinvolte dalla genesi del fenomeno, riferendoci nello specifico al Sud America ed al Nord America come zone preferenziali nelle quali il fenomeno può a tutti gli effetti portare ad una modifica della circolazione atmosferica persistente e recidiva nel tempo.

Per quanto riguarda il nostro continente, tale correlazione è molto più difficile da individuare e comprendere. Alcuni studi mettono in relazione episodi di El Niño strong con un aumento dell'attività d'onda sull'oceano Pacifico e di riflesso sull'oceano Atlantico (la famigerata "wave due"). Una condizione che, qualora dovesse avere riscontro nella realtà dei fatti, potrebbe riservare più di una sorpresa al nostro inverno europeo.


Autore : William Demasi

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