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El Niño in graduale ripresa già dalla prossima estate: ecco le possibili conseguenze

Dopo numerosi anni di quiescenza, caratterizzati da una netta predominanza della Nina, cioè un anomalo raffreddamento della superficie oceanica sul Pacifico, l'anno 2014 pare voler esordire in modo differente; avviando un episodio di surriscaldamento delle acque tropicali e dando il via al fenomeno contrario, El Niño pronto ad esordire già dalla prossima estate.

In primo piano - 14 Marzo 2014, ore 12.00

Le ultime annate, caratterizzate da un bassa attività solare, hanno visto una netta predominanza dei fenomeni tipicamente legati all'avvento della Nina, cioè la persistenza di un anomalo raffreddamento delle acque marine dell'oceano Pacifico. Fenomeni di El Niño e di Ninia presentano (o dovrebbero presentare) cicli alternati in modo abbastanza regolare nel tempo, lasciando periodicamente spazio all'avvento di una o l'altra predominante. "El Niño", costituendo la parte propriamente oceanica del fenomeno, fa quindi parte di una circolazione specifica definita come "circolazione di Walker", determinata dalla formazione di una estesa cintura depressionaria distesa lungo il Pacifico equatoriale, prevalentemente concentrata sul settore sud-orientale di questo vasto oceano. La cintura depressionaria trae origine proprio dall'anomalo surriscaldamento di questo settore oceanico, determinando un incremento dell'attività convettiva lungo tutto il settore pacifico centro-orientale, portando ad una modificazione della circolazione equatoriale dei venti con un sostanziale allentamento degli Alisei.

La presenza di un Nino più o meno forte è quindi direttamente legato alla presenza di una vasta area marina con acque molto calde, negli episodi più intensi lo scarto termico positivo può toccare valori sino +1.5°C / +2.0°C, in netta contrapposizione con le acque molto più fredde presenti sull'aria pacifica orientale, a ridosso le coste del Cile, del Perù e dell'Ecuador.

L'esordio del Niño è legato a dinamiche circolatorie oceaniche che posano le proprie radici su fenomeni che iniziano a manifestarsi parecchi mesi prima; negli ultimi due anni infatti, le acque superficiali del Pacifico centro-occidentale hanno subito un lento ma graduale riscaldamento, sino a sforare la fatidica soglia termica di +30°C, responsabile dell'insolita attività di Tifoni molto violenti che hanno sferzato questo tratto di oceano. Su tutti spicca il super-tifone "Haiyan", transitato nel novembre 2013 su questo tratto di oceano, ha mantenuto categoria 5 sino al suo landfall sull'arcipelago delle Filippine, provocando venti oltre i 300km/h, una delle tempeste tropicali più forti mai registrate sulla Terra.

Questo surriscaldamento così importante del settore pacifico centro-occidentale, potrebbe a tutti gli effetti essere il punto di partenza per un evento di tipo El Niño, il quale getterebbe le proprie basi già a partire da questa estate, per divenire gradualmente più importante col passare dei mesi. Un evento di questo tipo regalerebbe un vero e proprio scossone all'intera circolazione atmosferica presente sul nostro pianeta, modificandone i tratti salienti e portando così a risultati imprevisti, diversi da quelli che abbiamo avuto nelle scorse stagioni.

Vista la maggiore quantità di calore messa in gioco a livello oceanico, sarebbe persino ipotizzabile l'avvento di un periodo atmosferico governato da maggiori intrusioni d'aria calda diretti verso le regioni polari, situazione che durante l'inverno potrebbe determinare la creazione di stagioni assai più brillanti rispetto al recente passato. Durante l'estate evidenti sarebbero le ripercussioni a livello circolatorio, con una soppressione degli standard barici imposti da una forte zonalità a scapito di logiche circolatorie meridiane con l'Italia costantemente sotto la minaccia costituita dall'elevazione anticiclonica africana, generalmente più evidente.

Nella prima cartina, le anomalie termiche sulle temperature oceaniche relative al periodo attuale.

Nella seconda immagine abbiamo invece messo in evidenza tramite l'istogramma, le probabilità percentuali di assistere allo sviluppo del Niño, della Nina oppure di valori ENSO prossimi alla neutralità. Ne emerge un quadro sufficientemente chiaro da poter comprendere come la probabilità di avere nuovamente un fenomeno di tipo Nina sia assai basso (circa 10%) mentre abbiamo probabilità di circa 45% di avere ENSO neutrale, 50% di avere sviluppo di Niño entro il periodo estivo. Una
percentuale che mette in evidenza ancora una sostanziale incertezza nella probabilità o meno di un suo eventuale sviluppo futuro.
 


Autore : William Demasi

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