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Ecco perchè un evento freddo di portata storica è ormai poco probabile (ma un paio di avvezioni di aria fredda potrebbero comunque esserci)

Troppe variabili in gioco.

In primo piano - 3 Febbraio 2009, ore 09.12

Ci teniamo a precisare che anche in caso di intensi riscaldamenti stratosferici polari, i riflessi in sede troposferica, cioè alle quote più basse dell'atmosfera, non depongono necessariamente per una disposizione di correnti favorevoli all'arrivo del freddo nell'area mediterranea. Questo deve essere compreso dai nostri lettori per evitare che si commetta l'errore di fare 2+2, pensando a chissà quali sfracelli per il nostro Paese. Le conseguenze possono comunque verificarsi in sede europea o americana. Non sempre i moti antizonali, cioè contrari alla normale circolazione dei venti, impongono alla circolazione un'impostazione favorevole alle avvezioni di aria fredda, anzi sovente la presenza di anticicloni polari veicola masse d'aria fredda ad alimentare le depressioni presenti alle medie latutitudini favorendo nel Mediterraneo il passaggio più o meno rapido di saccature in un contesto non molto freddo, anzi perlopiù mite. L'anticiclone polare per risultare determinante sul tempo del nostro Paese deve essere supportato principalmente da una rimonta verso nord di un anticiclone subtropicale. In altre parole il nocciolo anticiclonico sul quale fa perno il freddo deve essere a cuore caldo, altrimenti per le basse latitudini è difficile che si spalanchino le porte dell'inverno più crudo. Inoltre le teleconnessioni sono molteplici e il puzzle che cerca di incastrarle tutte per cercare di proporre una linea di tendenza che punti verso il freddo al momento non sembra soddisfacente. Abbiamo la Nina in fase debole ma ancora presente, la cui tendenza è totalmente imprevedibile stamane dai modelli a causa della persistenza della minima attività solare. Abbiamo le anomalie termiche oceaniche che in questa fase non è dato di sapere se remino o meno contro l'inverno italico (pareri discordanti, analisi contraddittorie), abbiamo l'indice AO, riferito al dinamismo del vortice polare troposferico, decisamente basso ma in temporanea ripresa e poi atteso in nuovo calo verso il 10, un indice NAO che invece continua a proporre una modesta neutralità e di conseguenza mancano quegli scambi meridiani che tutti si aspetterebbero per vivere l'inverno anche alle basse latitudini in questa fase della stagione. Questi scambi potrebbero infine proporsi dopo il 10 del mese. E allora cosa aspettarsi? Niente di più e niente di meno di quanto i modelli prevedono ad una settimana di distanza. Contrariamente a quanto si legge e si dice sul web i modelli hanno fotografato molto bene la situazione. Ancora un paio di passaggi perturbati tra qui e 10-12 del mese e poi forse, come accade sul finire di molti inverni, affondi meridiani più importanti del vortice polare con un po' di freddo e un po' di neve a quote basse su tutte le regioni. Una evoluzione comunque interessante ma non certamente eccezionale e di portata storica.

Autore : Alessio GROSSO

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