Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

ECCEZIONALE: i tornado nel Pavese del 16 Giugno 1957

Un evento straordinario ma poco conosciuto. Ricostruzione del meteorologo Marcello Poggi.

In primo piano - 17 Marzo 2009, ore 08.47

50 anni fa quella zona di terra compresa tra il Po e l'Appennino, in provincia di Pavia, è stata interessata da un fenomeno violentissimo e raro. Due tornado vi si sono infatti abbattuti, tornado che causarono 6 morti e la distruzione di 2 paesi. A distanza di tanto tempo ho ricostruito, attraverso la collaborazione di vari enti meteorologici (che hanno fornito le mappe alle varie quote e i radiosondaggi) e di testimoni, ciò che accadde realmente. Tutto questo è spiegato nel fascicolo "I grandi tornado del Pavese" (per informazioni contattare gravity-waves@tiomail.ch ) Per molto tempo si è pensato che vi fosse stato un solo tornado, spostatosi in direzione Ovest-Est, ad interessare principalmente i paesi di Robecco Pavese e Vallescuropasso, originatosi da una supercella. In realtà dagli studi compiuti, ho potuto stabilire che si trattò di un fenomeno diverso, accompagnato da eventi che definire eccezionali è poco. I tornado si svilupparono intorno alle 12.30, durarono pochi minuti e per pochi momenti furono visibili contemporaneamente. Entrambi discesero dalle ultime colline dell'estremo lembo settentrionale di Appennino, per muoversi in direzione SE-NO, seppure con un andamento definito "ballonzolante", e perdendo spesso il contatto col terreno. Il tornado che piombò su Vallescuropasso fu certamente più intenso, e risulta annoverato come il tornado più violento mai occorso in Europa nella storia. Per quanto riguardo questo tornado, è possibile mostrare un eccezionale documento, che mostra tale tornado nella sua fase terminale (rope tornado), fotografato da circa 2.5 Km di distanza con obiettivo 50 mm. La potenza stimata nella sua fase più acuta è tra f4 ed f5 della scala Fujita, in base ai danni riportati dalle strutture: pilastri larghi quasi un metro strappati, strutture in cemento armato distrutte, case ben costruite di cui è rimasto solo un sottoscala. Alcuni tetti sono stati ritrovati a distanza conficcati fino a un metro e mezzo sottoterra, o anche mai più ritrovati. Il povero falegname del paese, fra i 6 morti di Vallescuropasso, fu ritrovato sbalzato in un campo completamente nudo e ancora vivo. Morì qualche girono dopo all'ospedale di Broni. Per quanto riguarda il paese di Robecco, il tornado ha avuto una intensità minore, seppure apprezzabile. Stimo si sia trattato di un f3. In questo caso uno dei fenomeni più incredibili è risultato quello della grandine, caduta prima della comparsa del tornado, di dimensione di 20 cm! Non si trattò, come è facile immaginare, di pezzi singoli di ghiaccio, ma di conglomerati di grandine, descritti come ammassi senza forma definita, veri e propri blocchi di ghiaccio. Ma i fenomeni incredibili non si fermano certo qui, e comprendono anche fulmini globulari e un misterioso contorcimento di posate sistemate dentro un cassetto rimasto chiuso al passaggio del tornado, che sfiorò la casa dove erano collocate. In questi casi ci si pone di fronte a problemi da affrontare senza pregiudizi e allo stesso tempo da un punto di vista scientifico. Se, da un lato sarebbe facile attribuire a malafede o ricordi alterati certi fenomeni (pur avendo visto e fotografato le posate personalmente), dall'altro la scienza non deve mai mettersi al di sopra delle parti, ma cercare di comprendere, semmai di accettare fenomeni che non sono ancora, ad oggi, spiegabili. E' il caso dei fulmini globulari, che non sono stati accettati per lungo tempo e, lungi dall'essere compresi, sono una realtà di cui nessuno può più dubitare. Un fulmine globulare è stato avvistato per alcuni minuti, in contemporanea al tornado, con una luminosità stimata di 200 watt, di forma sferica e colore rosso cupo, del diametro stimato di una ventina di centimetri. Ben 5 sono i testimoni di questo fulmine particolare. Fulmine che peraltro è stato avvistato anche nel tornado di Vallescuropasso, addirittura descritto come "cosparso di braci accese". Un fenomeno che risulta abbondantemente nella descrizione di tornado in U.S.A.. Per quanto riguarda il contorcimento delle posate, avvenuto nel punto di giuntura tra il manico e la parte superiore, si può pensare che si sia fusa la matrice interna, costituita da un materiale con temperatura di fusione inferiore a quella del metallo. L'ipotesi riguardo al motivo di tale riscaldamento è l'emissione di frequenze della lunghezza d'onda delle microonde in conseguenza della eccezionale attività elettrica associata al temporale. Fenomeni elettrici, ancora, possono essere stati alla base di bruciature segnalate, per esempio, nei vestiti stesi ad asciugare, anche se non è da trascurare la possibilità di fenomeni dovuti all'attrito. Dal punto di vista prettamente meteorologico è da scartare l'ipotesi della formazione di una supercella, nominata a sproposito ad ogni piè sospinto, ed è invece da considerare un fenomeno multicellulare. L'evoluzione mostra infatti una sequenza di temporali –almeno 3 – succedutisi in senso NO-SE, a distanza di una ventina di minuti l'uno dall'altro. Coerentemente con le testimonianze, la mattina del 16 Giugno il cielo era sereno e biancastro, con una forte umidità. Il peggioramento è stato improvviso e di breve durata, tanto che le precipitazioni e i fenomeni si sono esauriti in circa mezz'ora. La situazione sul Nord Italia era di palude barica, con una pressione di circa 1015 hPa. L'elemento saliente è stato però la presenza in quota di una goccia fredda in spostamento verso Nord-Est. Abbiamo quindi i segni di una fortissima avvezione calda e di una goccia fredda in quota, situazione classica esplosiva dei forti temporali sulla Pianura Padana. L'ingresso di aria fredda si mostra repentino, con la isoterma +15 a 850 hPa che si porta nel giro di 24 ore dalla Svizzera Settentrionale al Lazio. Anche gli indizi termodinamici di Milano Linate (la sonda è stata lanciata in orario prossimo all'evento solo 50 Km più a Nord) mostrano valori che rendono di estrema probabilità fenomeni violenti, con gli indici TT, di Whiting e Sweat alla massima scala di intensità. Le mappe a 700 hPa rendono invece conto del sopraggiungere di nuvolosità da Ovest (sulla Francia nella notte si erano avute forti precipitazioni, e il lancio della radiosonda era stato ritardato). Da escludere invece un contributo dovuto dalla corrente a getto, come evidenziato dalle carte a 200 hPa. Un evento quindi raro ma possibile, che dimostra quanto, al di là del fatto che i fenomeni intensi hanno subito un intensificazione negli ultimi anni, essi sono sempre esistiti. Quello che semmai una volta mancava, era la piena consapevolezza e conoscenza di quanto avvenisse, oltre che la assenza di una rete come internet in cui appassionati si scambiano informazioni preziose.

Autore : Meteorologo Marcello Poggi

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum