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E se non nevica? Tranquilli: ci sono i CANNONI!

Tutto sulla neve artificiale...

In primo piano - 5 Gennaio 2005, ore 08.34

Se non nevica...ci sono i cannoni!!! Siamo negli anni '50 negli Stati Uniti, per la precisione in Florida, in un campo dotato di irrigazione a pioggia. La notte è serena. La temperatura, inaspettatamente, (...le previsioni evidentemente non erano ancora troppo affidabili ...), scende di molto sotto zero, ma l'impianto continua a funzionare. Risultato? Al mattino sul campo c'è un bello strato di "neve". Da quest'episodio fortuito è nata l'idea di produrre un qualcosa che assomigliasse al candido manto bianco. Ma perchè si è cercato un modo per produrre neve artificiale? Perchè da sempre ad inizio stagione le condizioni d'innevamento non sono, in genere, troppo buone. In più c'è da dire che per molte stazioni ( specie nelle Alpi Occidentali ) il periodo natalizio può arrivare a rappresentare anche il 50% degli incassi di un' intera stagione e perciò avere gli impianti funzionanti e le piste in buone condizioni è quasi un obbligo! E così si è cercato il modo per "produrre" neve. I primi cannoni in Italia sono stati installati a Piancavallo nel '77 ed erano del tipo a "bassa pressione" (BP). Poi mano a mano le più importanti stazioni sciistiche si sono dotate di un impianto per la neve artificiale. Sestrieres è stata tra le prime e nell'84 si è dotata di un grande impianto ad "alta pressione" (AP). Ma cosa serve per produrre neve? Tre cose fondamentalmente : -bassa temperatura -umidità dispersa nell'atmosfera -nuclei di congelamento Sulla bassa temperatura l'uomo può far poco, ma gli altri 2 parametri possono essere modificati a piacere. Dato per scontato che occorre una temperatura uguale o inferiore agli 0°C ( in realtà più ci si avvicina allo zero più deve essere "secco" per poter produrre neve di buona qualità ), si può immettere in atmosfera la quantità di umidità desiderata e per quel che riguarda i nuclei di congelamento si possono "sfruttare" quelli naturalmente presenti nell'aria, semplicemente rendendo l'atmosfera turbolenta. Inoltre c'è anche da tener presente, anche se può sembrare strano, che una goccia d' acqua delle dimensioni di 0.1 mm solidifica prima di una goccia di 0.001 mm. Quindi ecco pronto il nostro "cannone": una tubazione in grado di assicurare un valido rifornimento idrico (umidità), degli ugelli con un diametro piccolo ma non piccolissimo, ( per formare gocce di circa 0.1 mm ), ed una ventola per smuovere l'atmosfera ed "attivare" i nuclei di condensazione e per far sì che le gocce d' acqua abbiano il tempo, passando in un' atmosfera con temperatura inferiore agli 0°C, di passare dallo stato liquido a quello solido. Questo è il prototipo del cosiddetto "cannone a BP perchè l'acqua arriva alla macchina solo con la pressione necessaria a superare il dislivello tra il luogo di captazione e la macchina stessa; per mandare in pressione l'acqua attraverso gli ugelli provvederà un piccolo compressore montato su ogni cannone. Si è poi sviluppato anche il modello in AP in cui, in pratica, l'unica differenza sta nel fatto che l'acqua arriva a forte pressione grazie ad un sistema di pompe; inoltre in questo modello sparisce anche la ventola e l' aria per "sparare" in alto le gocce, arriva compressa dalla centrale di pompaggio. La neve prodotta con i "cannoni" assomiglia di più alla grandine che non alla neve naturale, costituita com'è da granelli di ghiaccio di circa 0.5 mm . Siamo cioè prossimi alle forme della neve allo stadio finale del metamorfismo per isotermia. E' una neve ad elevata massa ( più di 300 Kg/m3), di ottima sciabilità! Può essere sufficiente uno strato di soli 20 cm per permettere l'apertura di certe piste. Inoltre essendo al termine del metamorfismo dura di più e sopporta meglio le temperature elevate. Iinfatti è l'ultima a sciogliersi a Primavera! Cosa bisogna sapere Quanto costa produrre la sospirata neve? Tanto! Un impianto di grosse dimensioni (30 ha circa 10 Km di piste ) consuma 400000 Kwh all'anno, che non sono molti se paragonati ai 700000 di una piscina o ai 900000 di un hotel con 60 camere, ma incidono molto sui costi della stazione. Nell' inverno del 1999 la stazione di Limone Piemonte (CN), che possiede un impianto misto in AP e BP in grado di innevare 17 Km di piste, ha speso mezzo miliardo di lire !!! Il futuro? Il nuovo trend di sviluppo della neve artificiale non sta nel scegliere a priori un sistema o un altro, ma nella loro integrazione. Infatti se vi recate nelle stazioni più all'avanguardia vedrete che ci sono tratti di pista serviti dalla BP ed altri dall' AP. Questo perchè si cerca di posizionare "cannoni fissi" (sia in AP che in BP ) nei punti più strategici e che necessitano di un maggior innevamento ( perchè più esposti, più pendenti, con un fondo accidentato...) e di usare "cannoni mobili" (sia in BP che in AP) per le altre zone. Conclusioni Concludendo la neve artificiale è un ottimo "salvacondotto" per le stagioni avare di neve e per aprire in tempo la stazione ( anche perchè se un po' di margine di apertura c'è, questo è proprio ad inizio stagione, perchè la clientela richiede di sciare a Novembre e non ad Aprile!), ma non c'è niente da fare: una bella nevicata è tutta un'altra cosa...

Autore : Simone Ferraro

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