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E se l'aria fresca non dovesse sfondare?

Quale sarebbe il destino dell'Italia nella malaugurata ipotesi l'anticiclone africano non dovesse essere seguito da alcun sfondamento delle masse d'aria refrigeranti di origine atlantica? Le risposte in questo articolo.

In primo piano - 24 Giugno 2015, ore 11.30

Le previsioni rivolte a medio e lungo termine, seguitano a proporre un'importante risalita delle temperature a cavallo tra la fine di giugno e l'esordio di luglio. Poichè anche i più importanti centri di calcolo sembrano confermare la possibilità di una forte ondata di caldo sull'Italia, stiamo iniziando a porci alcune domande in merito la sua effettiva durata e sul modo in cui quest'ultima potrebbe abbandonare la scena del nostro Paese.

Questo aumento così sensibile delle temperature, altro non sarebbe che la risposta anticiclonica ad una nuova circolazione d'aria fredda ed instabile prevista interessare i settori occidentali del continente entro la fine del mese.

Abbiamo paventato la possibilità d'avere due differenti evoluzioni;

- la prima porterebbe sull'Italia una manciata di giornate di intensa calura, atmosfera stabile e nessun fenomeno degno di rilievo. Tale fase di "solleone", sarebbe però destinata ad essere seguita da nuova instabilità. Aria fresca oceanica apporterebbe infatti un ricambio d'aria, andando così a chiudere la seconda parentesi di calura estiva della stagione 2015, partendo dal nord.

- la seconda evoluzione, quella meno auspicabile, sarebbe caratterizzata dall'affossamento della circolazione depressionaria sui settori occidentali dell'Europa, senza alcuna possibilità che queste masse d'aria più fresca possano spingersi sino all'Europa ed al Mediterraneo centrale.


In questo caso l'ondata di calura estiva avrebbe garanzie di lunga durata, portando oltre ad un periodo prolungato di caldo fastidioso e temperature sopra la norma, anche un aumento anomalo delle temperature superficiali mediterranee. Un'eredità scottante che potrebbe svolgere un ruolo determinante nel plasmare alcune delle più importanti dinamiche convettive tardo estive ed autunnali. Da non sottovalutare neanche l'impatto che quest'ultima avrebbe sullo stato dei nostri terreni, con le prime situazioni siccitose che non tarderebbero a fare capolino sulle regioni meridionali del Paese.

Nuovi aggiornamenti nel pomeriggio.
 


Autore : William Demasi

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