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E se anche il Mediterraneo sfoggiasse il suo... uragano?

Sotto osservazione una struttura ciclonica in approfondimento sottovento alla Meseta spagnola. Il suo tuffo sul Mediterraneo caldo potrebbe trasformarlo in una struttura autoalimentata come quelle tropicali.

In primo piano - 12 Ottobre 2010, ore 11.38

Il Mediterraneo in questi primi giorni di ottobre è una vera e propria fucina di perturbazioni. Questo perchè diversi impulsi di aria fredda di origine polare marittima hanno fatto breccia dalle porte spagnole del Mare Nostrum e ora se la devono vedere con i netti contrasti derivanti da acque decisamente calde.

23-24 gradi, con uno spessore verticale che fino a 40 metri circa non scende al di sotto dei 20 sono una bella riserva di energia. Ora, tale energia può rimanere inutulizzata finchè non interviene una disturbance esterna, ossia un qualcosa che ne richiede l'uscita allo scoperto. Ebbene un minimo di pressione, profondo come quello che è previsto nelle prossime ore nei pressi delle Isole Baleari, potrebbe fungere da innesco per lo sfogo di tale surplus energetico.

In altre parole un minimo "baroclino", ossia nato per contrasto e confluenza di masse d'aria di tipo diverso come avviene per tutti i centri depressionari delle latitudini extratropicali, tenderà ad approfondirsi sottovento alla Meseta spagnola meridionale. Il suo trottolone prenderà forme sul braccio di mare che separa le Baleari dalla costa valenciana.

Qui, se le condizioni risultassero tutte favorevoli (al momento mare a parte abbiamo però diversi dubbi in merito), il vortice nato per instabilità baroclina potrebbe attingere la sua alimentazione dal mare e assumere un cuore caldo. Ne deriverebbe una struttura ciclonica che, tramite il processo della "tropical transition", assumerebbe connotazioni di tipo tropicale. Ci troveremmo dunque dinnanzi ad un "Tropical Like Cyclone", un TLC, una sorta di uragano mediterraneo.

Il ciclone, imbeccato anche da quello che resta della tempesta Paula, potrebbe contare sull'energia di cui parlavamo poc'anzi. In che modo? Beh, il calore latente di condensazione dovuto alla imponente sviluppo nuvoloso verrebbe trasformato in energia cinetica di rotazione. Per questo motivo non sarebbe più necessario il contrasto tra masse d'aria diverse a tenere in vita il ciclone, bensì il suo cuore caldo in un ambiente detto di tipo "barotropico", ossia dove su tutti i piani verticali isobare e isoterme ruotano in parallelo attorno al minimo.

Perchè tutti questi verbi al condizionale? Perchè le carte non offrono un quadro certo e inequivocabile. Il percorso del pozzo depressionario pare troppo costretto tra Spagna e Baleari e non avrebbe così la possibilità di sviluparsi a dovere. La sua traiettoria ottimale in mare aperto poi, assunta nel suo successivo pererginare a semicerchio verso l'Algeria, verrà intrapresa solo mercoledì, dopo l'attimo fuggente, quello più propizio al suo sviluppo, collocabile nella sera di martedì.

Inolotre, se l'ultima corsa di lunedì aveva modellizzato quello che era un vero e proprio "TLC", la prima corsa di oggi, martedì, ha subito raffreddato gli entusiasmi di noi ricercatori e il cuore interno di un ciclone che sembra resterà solo un profondo ma normalissimo ciclone extratropicale.


Autore : Luca Angelini

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