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E ora dove finirà Sandy?

Seguiamo la vita del ciclone Sandy. Dapprima porterà estese nevicate in Canada poi, secondo smuoverà un vasto blocco di aria fredda sulla Groenlandia che potrebbe investire poi l'Europa intorno alla metà di novembre.

In primo piano - 31 Ottobre 2012, ore 08.26

 E' sicuramente il ciclone più seguito degli ultimi anni, non tanto per la scia di devastazione che si porta dietro (del resto altri uragani nel recente passato hanno anche fatto di più, vedi Katrina 2005 ben più potente), quanto anche per le vastissime aree fortemente urbanizzate che ancora sta attraversando e per la sua longevità.

Ora; sappiamo dove è nato (mar dei Caraibi intorno al 23 ottobre), sappiamo dov'è (dopo otto giorni di vita sta ricoprendo vaste regioni del Canada). E dopo, dove finirà?

Il ciclone è stato "preso in carico" dai modelli deterministici che gli hanno dato una collocazione entro la fascia della circolazione delle medie latitudini. Il vortice infatti, finchè ha tratto la sua alimentazione dalle calde acque dell'Atlantico tropicale e subtropicale, ha viaggiato prima verso nord e poi verso nord-ovest.

A seguito dell'impatto con la costa del New Jersey è stato agganciato dalle correnti delle medie latitudini, che viaggiano mediamente da ovest verso est e ha trovato sostentamento dai contrasti tra le diverse masse d'aria che si trovano a confluire dentro di esso, come un normale ciclone extratropicale. Per questo motivo ha cambiato la traiettoria di spostamento che ora lo porterà verso nord-est.

Ecco dunque portare estese nevicate sui suoli canadesi puntanto dritto lo Stato del Quebec che raggiungerà nella giornata di sabato 3 novembre. Nel corso del prossimo fine settimana verrà agganciato da un lobo del vortice polare in arrivo dalla Baia di Hudson e verrà pertanto risucchiato verso il mare del Labrador, quindi fin sulla Groenlandia.

Attenzione, perchè qui metterà in moto un nucleo di aria molto fredda che, lungo il bordo orientale di un blocco anticiclonico disteso lungo i meridiani atlantici, punterà dritto l'Europa. Al momento pare possibile che la colata fredda possa intraprendere il percorso già aperto da un canale depressionario che si instaurerà intorno al 6-8 novembre tra la regione scandinava e l'Europa centrale (con coinvolgimento anche di diverse regioni d'Italia).

Se la manovra descritta andasse in porto (per il momento si tratta solo di ipotesi), l'Europa si troverebbe ad affrontare una severa ondata di freddo e anche l'Italia avrebbe senz'altro occasione per un'altra invernata precoce.  Nella mappa in fondo si noti la posizione delle masse d'aria e il percorso delle stesse sul piano isobarico di 850hPa, ovvero a 1400 metri di quota.

 


Autore : Luca Angelini

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