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E' la GRANDINE il nemico numero 1 degli automobilisti: 44 morti ogni 1.000 incidenti!

Da una elaborazione condotta da Federpneus (Associazione Nazionale dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici) su dati Istat emerge che, a fronte di una media di 25 morti per ogni 1.000 incidenti stradali, con la grandine il tasso di mortalità sale a 44 morti per ogni 1.000 incidenti.

In primo piano - 9 Aprile 2018, ore 09.45

L’elevata pericolosità della grandine per la circolazione stradale deriva dal fatto che gli automobilisti non sono abituati ad affrontarla in quanto si tratta di una condizione meteorologica abbastanza rara.
 
Molto più frequente della grandine, soprattutto in certe aree del Paese è invece la nebbia, che si colloca al secondo posto nella graduatoria per la gravità degli incidenti stradali in relazione alle condizioni atmosferiche.

L’alta pericolosità della marcia con la nebbia si spiega soprattutto con il fatto che gli impatti possono essere molto violenti in quanto gli ostacoli appaiono spesso all’improvviso e gli automobilisti tengono una velocità superiore a quella che consentirebbe di fermarsi in tempo utile.

Particolarmente insidiosi sono poi i banchi di nebbia perchè l’automobilista se li vede comparire davanti all’improvviso e ancora una volta a velocità superiori a quelle che sarebbero necessarie per affrontare in sicurezza eventuali ostacoli. Con la nebbia poi il fondo stradale è spesso umido, se non addirittura bagnato, ed è quindi scivoloso. Il problema del fondo stradale bagnato si ha però soprattutto con la pioggia. Con questa condizione atmosferica per ogni 1.000 incidenti ci sono 25 morti.

È un tasso di mortalità in po’ più alto di quello che caratterizza la guida in condizioni di tempo sereno (23 morti per 1.000 incidenti) perché la pioggia è una situazione che la maggior parte degli automobilisti sono preparati ad affrontare in quanto è frequente. Il pericolo con la pioggia aumenta ovviamente per la scivolosità del fondo che rende più difficile la frenata e può comportare anche problemi di tenuta di strada. Un po’ a sorpresa il tasso di mortalità più basso per incidente si verifica con la neve (20 morti per ogni 1.000 incidenti).

La ragione va ricercata nel fatto che con la neve tutti gli automobilisti riducono fortemente la velocità e quindi, se si verificano incidenti, le collisioni sono meno violente e le conseguenze per conducente e passeggeri meno gravi. Un’altra situazione che ha contribuito ad abbassare il tasso di mortalità per incidente negli ultimi anni è stata la forte innovazione tecnologica che si è registrata per i pneumatici invernali con il risultato di ottenere soluzioni molto più affidabili e sicure, sia per la frenata che per la tenuta di strada.

E a proposito di pneumatici, la Federpneus sottolinea che in tutte le condizioni atmosferiche, ma in particolare in quelle che possono comportare incidenti di maggior gravità, i pneumatici hanno un ruolo fondamentale nell’elevare gli standard di sicurezza degli autoveicoli. Quasi il 90% degli incidenti stradali sono normalmente preceduti da frenata ed inoltre una causa o concausa importante in molti incidenti è l’inadeguata tenuta di strada sul bagnato o in condizioni di guida difficili. Sia per la frenata che per la tenuta di strada decisivi sono i pneumatici.

Federpneus raccomanda quindi a tutti gli automobilisti, anche in relazione al peggioramento delle condizioni atmosferiche di dedicare particolare cura ai pneumatici. Innanzitutto occorre che la profondità dei solchi del battistrada non scenda mai al di sotto delle condizioni di sicurezza.

Occorre quindi valutare con attenzione che il pneumatico non presenti tagli, screpolature, bozzi o altre anomalie. Essenziale è poi che il pneumatico sia gonfiato correttamente perché la pressione troppo alta può determinare problemi di tenuta di strada e quella troppo bassa problemi ancora più gravi di surriscaldamento (con possibilità di danneggiamento del pneumatico) e di consumi eccessivi, non solo dei pneumatici, ma anche di carburante.
 


Autore : Report di Alessio Grosso

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