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E il BUIO scese su ROMA e provincia: poi acqua a catinelle e grandine!

Una pioggia torrenziale, a margine di un nubifragio di notevole importanza, ha rovesciato le sorti di una giornata iniziata con un sole accecante e sotto il vessillo dei 30 gradi. La colonnina di mercurio è scesa in poche ore anche di 15 gradi, mentre le raffiche di vento, unite alla grandine, hanno provocato danni su macchine e abitazioni.

In primo piano - 30 Maggio 2005, ore 08.20

Parte del centro cittadino e tutta la periferia sud-est della Capitale non dimenticheranno certo in fretta questa ultima domenica di maggio. Né, del resto, lo faranno i comuni adiacenti dell'Agro Romano, specie quelli disseminati lungo il tracciato della Via Casilina e della Via Prenestina, laddove le verdeggianti colline romane preludono al Preappennino Laziale e a quei luoghi già abituati ai temporaloni pomeridiani della bella stagione. Solo che stavolta il "temporalone" è arrivato fino in città, facendosi sentire con la voce grossa e con un carico di danni al séguito non certo indifferente. A farne le spese, cittadini e automobilisti ignari di come Madre Natura possa permettere metamorfosi così repentine dello stato del tempo, con il classico cielo soleggiato dell'estate piena delle ore 12 letteralmente spazzato via dalle nubi tempestose delle ore 16. La temperatura, in questo arco di tempo, è crollata dai +30°C ai +15°C. Succede a Colleferro, alta valle del Fiume Sacco, intorno ai 250 metri di altitudine. Percorrere in quei minuti fatali la Via Casilina è impresa pressoché impossibile. Non va meglio qualche chilometro più in là, in direzione Roma: tra San Cesareo, Zagarolo e Colonna è la grandine a destare maggiore preoccupazione, con chicchi che superano i 4 millimetri di diametro e che si abbattono al suolo con una forza impressionante. Le raffiche di vento trasformano la grandinata in un'autentica pioggia di proiettili, che miete disagi ovunque. Le automobili, sia quelle in viaggio che quelle in sosta, colte di sorpresa, ne fanno le spese: i danni alla carrozzeria sono infatti inevitabili. I poveri pedoni che si trovano colti di sorpresa dalla tempesta, vivono attimi di paura. Alberi di piccola taglia, arbusti, oggetti da giardinaggio, vasi a decoro di balconi, sedie e tavolini in plastica, tende da sole... tutto viene spazzato via in un quarto d'ora di ordinaria follia. E poi, a seguire, la furia della pioggia, che cade con la violenza tipica dell'eccezione di cadenza annuale. Il rain-rate, cioè quel parametro che ci indica la quantità di acqua caduta in un dato lasso di tempo, esteso e rapportato all'unità di misura dell'ora, recita un incredibile 384 millimetri orari, ovverosia un valore simil-alluvionale! Siamo in zona Forte Prenestino, a Roma, non lontano dalla Tangenziale Est e a una manciata di chilometri dal Raccordo Autostradale. La domenica romana che era cominciata con i +32°C racconta anche questo... E poi, in città, ci sono gli immancabili disagi per la circolazione, gli inevitabili tamponamenti aggravati dall'asfalto viscido, e - cosa ancor peggiore- l'allagamento di intere tratte stradali, che rende quasi impossibile il traffico automobilistico. "L'acqua alta di Venezia sembra aver fatto visita anche alla Via Prenestina", potrebbero tranquillamente titolare molti giornali capitolini quest'oggi... A Tor Sapienza gli allagamenti hanno provocato danni anche alle abitazioni dei primi piani e agli scantinati; numerose le serrande divelte dalla furia del vento. Il temporale più forte dell'anno raggiunge infine anche i quartieri a nord della Città Eterna. Allo Stadio Olimpico è in scena l'ultimo atto del Campionato di Calcio di Seria A. Roma-Chievo, iniziata sotto i fasti dell'estate e con il termometro a vacillare intorno ai +30°C, improvvisamente cala nell'autunno più impensabile. A tratti diventa impossibile controllare la palla, gli stessi calciatori sembrano stupiti della forza della natura. E dire che lì il temporale arriva già in fase di esaurimento... Impressionanti poi le raffiche di vento, soprattutto prima della grande annaffiata e durante la prima fase precipitativa. I 60km/h abbondanti registrati in diverse località dell'areale interessato dal fenomeno temporalesco rappresentano un valore di tutto rispetto se si tiene in considerazione la calma di vento di una manciata di ore prima. E non si tratta sicuramente di picchi massimi. Il vento forte, insieme alla gran quantità di pioggia e alla grandine, fa il danno maggiore, scoperchiando alcune baracche in campagna, sradicando piccoli alberi, cartelloni pubblicitari, insegne stradali e antenne televisive. Numerose le chiamate ai Vigili del Fuoco, che hanno dovuto fronteggiare un'emergenza che in pochi avrebbero ipotizzato tale anche a poche ore dall'evento. Ma cosa è stato a provocare un simile rafforzamento del vento? Semplice: le raffiche di downburst, come si chiamano in gergo tecnico le forti correnti discendenti che si scatenano nei temporali di una certa intensità.

Autore : Emanuele Latini

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