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DUE importanti perturbazioni tra fine febbraio e la prima decade di marzo

Un ribasso del Fronte Polare renderà più facile l'accesso delle perturbazioni sul Mediterraneo: ecco COSA dovremo aspettarci nei prossimi giorni.

In primo piano - 26 Febbraio 2017, ore 14.00

Coerentemente con quelle che sono state le linee di tendenza già messe in luce negli ultimi aggiornamenti, viene anche quest'oggi CONFERMATA l'entrata in gioco di una lunga fase di variabilità garantita da un flusso di correnti instabili oceaniche. Promontori d'alta pressione ed impulsi perturbati si avvicenderanno nel palcoscenico atmosferico del Mediterraneo, restituendo a questo scorcio di stagione quella mutevolezza che sembrava ormai essere completamente scomparsa dal ventaglio degli scenari atmosferici invernali.

Allo stato attuale sarebbero almeno DUE le perturbazioni indirizzate ai settori centrali del Mediterraneo entro i prossimi 10 giorni; il passaggio di un primo sistema perturbato tra martedì 28 e mercoledì primo marzo, distribuirebbe precipitazioni sui versanti del medio ed alto Tirreno, regalandoci il furore di una tempesta di Libeccio pronta a manifestarsi sui bacini occidentali.

Un secondo più importante sistema perturbato entrerebbe poi in gioco da sabato 4 marzo in avanti; questa volta il rallentamento della corrente a getto farebbe il suo lavoro, contribuendo a scavare una saccatura disposta con asse sull'Europa occidentale, pronta a dirottare sul nostro Paese un flusso di correnti meridionali associate ad una perturbazione foriera di MALTEMPO concentrato soprattutto sui versanti tirrenici e sulle regioni settentrionali. 

Tutto sommato il quadro più stabile e meno interessante di tutta questa situazione, sarà costituito dall'andamento della temperatura che resterà per tutto il periodo preso in esame attestata su valori temperati. Soltanto al nord potranno farsi sentire gli effetti delle masse d'aria fredda di origine polare-marittima con quota neve che in più di un'occasione potrà portarsi sotto i 1000 metri, segnatamente su Alpi e Prealpi. Il primato per i valori più tiepidi ovviamente sul Mezzogiorno. 

Seguite gli aggiornamenti su METEOLIVE.IT


Autore : William Demasi

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