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Dove va l'inverno? Le ultimissime...

Come terminerà il mese di gennaio?

In primo piano - 14 Gennaio 2015, ore 11.16

La frenata della corrente a getto e il parziale ritiro verso levante dell'anticiclone stanno aprendo scenari dinamici sul Continente; in pratica il tempo si muove, pur non riportando in direzione del Mediterraneo condizioni termiche prettamente invernali, bensì molto più tardo autunnali, anche se, con fatica, al nord si potrebbe anche vedere un po' di neve in pianura entro la metà della prossima settimana.

Perchè tardo autunno e non inverno?
Primo perchè l'anticiclone si è ritirato molto più ad ovest di quanto si potesse ipotizzare e dunque non agirà di sponda, lasciando che l'aria moderatamente fredda in arrivo dal nord Atlantico non arrivi proprio diretta sparata contro le Alpi, ma faccia un giro più largo e finisca per scaldarsi transitando su territori di per sè non freddi.

Secondo perchè dal nord Atlantico non è che possa arrivare chissà quale freddo, occorreva che l'anticiclone sganciasse verso nord, che si realizzasse un vero blocking, allora si, il Mediterraneo, con le sue depressioni, avrebbe potuto fare da esca per pescare aria nettamente più fredda dal nord est del Continente.

Un anticiclone con il fiato sul collo dell'Italia ma limitato alla Francia avrebbe portato correnti da nord con freddo moderato e neve in Appennino, mentre un ritiro più netto sull'Iberia determina l'ingresso più netto di saccature ma anche il richiamo di aria mite con neve sulle Alpi.

La fase a tratti perturbata che proseguirà almeno sino a giovedì 22, potrebbe interrompersi con una nuova accelerata del getto e un ritorno a correnti da WNW per qualche giorno, prima di una nuova frenata con ingresso di altre figure depressionarie e neve a quote basse, ma solo occasionalmente in pianura e forse limitatamente ancora al nord.

Insomma dal 16 alla fine di gennaio l'alternanza tra correnti da nord-ovest, sud ovest e depressioni potrebbe essere il leit motiv, senza un vero intervento di masse d'aria gelide e di moti antizonali, ma le carte all'improvviso possono anche trovare vie nuove, che al momento nessuno è in grado di prevedere. Sembra comunque difficile che il vortice polare sia forzato ad una "diaspora" verso le basse latitudini.

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Autore : Alessio Grosso

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