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Dove colpirà di più l’aria fredda?

Cerchiamo di capire dove la diminuzione della temperatura sarà più sensibile e le zone in cui i fenomeni si concentreranno maggiormente.

In primo piano - 13 Marzo 2003, ore 10.53

La presenza di una forte zona di alta pressione sull’Europa centro-occidentale e la contemporanea formazione di una depressione in prossimità della Grecia, innescherà sulla nostra Penisola correnti di aria fredda provenienti dai quadranti settentrionali. Le regioni che risulteranno più esposte a questo tipo di circolazione saranno principalmente quelle del medio Adriatico e il meridione in genere. Il calo termico sarà più sensibile sulle Marche, sull’Abruzzo, sul Molise, la Basilicata e la Puglia. Queste regioni risulteranno interessate dalla parte più attiva della corrente fredda, che si manifesterà anche con fenomeni di instabilità, tra cui rovesci e qualche temporale, oltre che con rinforzi del vento. Stante le temperature molto basse in quota, la neve potrebbe cadere già sui 500-600 metri, anche se nei rovesci eventualmente più intensi, qualche fiocco potrebbe vedersi anche a quote inferiori. Interessate anche l’Umbria orientale, segnatamente le zone vicine alla dorsale, le zone di confine tra il Lazio e l’Abruzzo e l’entroterra della Campania. Lo sbalzo termico sarà anche notevole, soprattutto nei valori massimi, che nei giorni scorsi si erano portati al di sopra delle medie del periodo. Anche i valori delle temperature minime diminuiranno, ma la maggiore presenza della nuvolosità e del vento non consentirà cali termici sensibili. Qualche fenomeno è atteso anche sulla Calabria ionica e sui settori orientali di Sicilia e Sardegna. Sulle regioni del versante tirrenico si avrà, invece, poca nuvolosità, ma il calo termico sarà ugualmente sensibile, anche perché accompagnato da venti sostenuti da NE. Per quanto riguarda le regioni settentrionali, le correnti tenderanno ad orientarsi dai quadranti orientali in Val Padana e questo consentirà il rientro di nuvolosità da est, soprattutto tra la serata di venerdì e la mattinata di sabato. In prossimità delle Alpi Marittime sarà anche possibile avere qualche spruzzata di neve al di sopra dei 700-800 metri e forse brevi pioviggini a quote inferiori. Già dal pomeriggio di sabato, il tempo dovrebbe migliorare ad iniziare da est, con il sole che si imporrà nuovamente sugli addensamenti. Il calo termico si manifesterà ovunque, soprattutto nella notte tra sabato e domenica, quando la maggiore serenità del cielo potrebbe favorire l’irraggiamento. Alla luce dei modelli a nostra disposizione, sembra che la fase fredda abbia termine all’inizio della settimana prossima, quando l’alta pressione determinerà cieli sereni e temperature in rialzo, specie al centro-nord.

Autore : Paolo Bonino

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