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DOSSIER: tutto sulla NEBBIA milanese!

Un utilissimo "dossier nebbia" su alcuni tratti nebbiosi del Milanese.

In primo piano - 6 Settembre 2007, ore 10.21

Ma esiste ancora la nebbia a Milano? Diciamo che si è ridotta del 50% ma non possiamo dire che sia del tutto scomparsa. Due sono i tipi di nebbia che si presentano in pianura: quella di avvezione e quella di irraggiamento. La nebbia più frequente è quella di irraggiamento, che è il risultato del raffreddamento notturno del suolo per la dispersione del calore verso lo spazio. La dispersione è massima con cielo sereno e calma quasi assoluta di vento. In questo caso gli strati più vicini al suolo si raffreddano più rapidamente di quelli sovrastanti. La dinamica di formazione di questo tipo di nebbia è davvero fantastica per un appassionato, ma molti punti restano ancora da chiarire. Percorriamo allora l'autostrada A8 Milano-Varese partendo dallo svincolo milanese di Piazzale Kennedy ed uscendo a Castellanza(Va) in tutte le situazioni nebbiose possibili. Soffermiamoci per intanto sui casi di nebbia da irraggiamento. Il tratto da percorrere è di circa 22 km. Si parte dalla zona dell'ippodromo del galoppo: Via Diomede: zona di banchi fittissimi, la zona più rischiosa di tutto il tragitto. Perchè? Qui i nuclei di condensazione sono moltissimi, il prato dell'ippodromo viene costantemente bagnato, l'effetto vento provocato dalle auto è relativo, giacchè si deve procedere a velocità limitata, anche e soprattutto per il traffico. Lungo la via in condizioni particolari (sereno dopo temporale notturno) si può trovare nebbia anche nel mese di agosto. Piazzale Kennedy, montagnetta di San Siro: presenza di banchi piuttosto fitti ma sostenuto movimento veicolare, la nebbia si disperde quando invade la carreggiata. Tratto piazzale Kennedy (Fiorenza)-barriera Milano nord: banchi non particolarmente fitti, visibilità quasi sempre buona nelle corsie centrali. Zona Barriera: Banchi anche fitti, la presenza di una forte illuminazione notturna non aiuta in molti casi a vederci meglio, anzi molti incidenti si sono verificati perchè gli automobilisti non capivano di trovarsi nell'area pedaggio. Tratto Area Servizio Villloresi-Lainate: 2 km terribili, dai prati si sollevano fitti banchi particolarmente estesi già dal tramonto. Chi viaggia nella corsia sull'estrema destra può essere colto dal panico se non ha mai assistito al fenomeno, la visibilità anche superiore a 10 km, può all'improvviso crollare a pochi metri per poi aumentare, una volta superato lo svincolo di Lainate. Tra Origgio, Cerro Maggiore e Legnano, i banchi possono creare un formidabile effetto-tunnel. Si viaggia con la nebbia appena sopra le nostre teste, con la visibilità che è ridotta solo nei prati attorno all'autostrada: i nuclei di condensazione derivanti dai gas di scarico delle auto fanno moltiplicare il numero dei banchi. All'altezza di Legnano (MI), alta pianura lombarda, a quasi 200 m dal livello del mare, i banchi di riducono di numero, l'aria è più secca. La nebbia di irraggiamento parte con un banco molto fitto al livello del suolo, complice il forte raffreddamento che avviene subito dopo il tramonto. Una volta formatosi il banco, la condensazione libera calore, la temperatura aumenta di qualche decimo di grado e il banco si può temporaneamente attenuare, poi riprende, ma la cosa può andare avanti così anche per diverse ore: solitamente una leggera brezza favonica da nord in arrivo dalle vallate prealpine, che subentra nel cuore della notte, può dissipare i banchi da Legnano ad Origgio, seccando l'aria. Invece l'irraggiamento può dare i massimi effetti all'alba ma anche fino a mezza mattinata da Lainate a Piazzale Kennedy. Il sollevamento e la dispersione dei banchi comincia dal suolo, giacchè il calore oscuro da lui emesso provoca un lieve innalzamento del banco, e poi dai lati. Tale sollevamento dà origine a strati nuvolosi fin verso i 200-300 m. che, in giornate molto fredde, possono persistere per tutta la giornata. Nel caso la situazione anticiclonica che ha favorito l'irraggiamento persista per giorni e si acccumulino vaste quantità di nebbia, il fenomeno può risultare esteso e diffuso, come si trattasse di nebbia d'avvezione. Se l'alta pressione è molto forte, il ciclo è più o meno questo: nebbia fino a Legnano nel primo mattino, sereno e secco da Castellanza a Varese, nel pomeriggio nebbia solo nel tratto Barriera di Milano nord, svincolo Viale Certosa, verso sera si alza una brezza dalla bassa che spinge verso Legnano, ma poi, a metà notte, prevale il vento da nord. Se l'alta è debole, la quota dell'inversione si può elevare: la nebbia si solleva e può risultare fitta lungo tutto il tragitto. Durante il giorno il sollevamento sarà maggiore nel milanese, mentre la nebbia, divenuta alta, permane su Gallarate e Busto Arsizio. Più in basso, ad esempio a Linate, il cielo risulta coperto da nebbia alta, alla Malpensa può esservi chiusura aeroportuale per nebbia. Dal 90 al 2005 anni sono stati 18 i casi in cui la nebbia di irraggiamento ha fatto davvero paura. Molte volte solo le fiaccole della polizia hanno permesso agli auomobilisti di scorgere situazioni di pericolo determinate da incidenti. Una sera del dicembre 91 il traffico autostradale si paralizzò per 6 km tra Lainate e Legnano, a causa dell'estrema densità degli strati nebbiosi, nessuno voleva guidare la fila nel mare di nebbia, una situazione davvero terribile. La nebbia d'avvezione che generalmente è il segnale di un peggioramento del tempo si verifica quando aria tiepida ed umida scorre sopra una superficie fredda: essa può formarsi in qualsiasi momento della giornata, quando le correnti sud-occidentali umide, cominciano ad investire il milanese. L'energia della nebbia è il cielo sereno, con l'aumento della nuvolosità la nebbia si dirada, e resta una densa foschia. I cirri sono già in grado di attenuarla, i cirrostrati sono per lei un autentico veleno. Gli episodi nebbiosi d'avvezione che convogliano la nebbia lungo tutto il tratto, presentandosi un pò con tutte le caratteristiche, durano al massimo 24-36 ore, poi giunge generalmente la nuvolosità del fronte in arrivo e la nebbia se ne va gradualmente. Aggiungiamo appena due altre varianti a quanto detto: -una leggera brezza, innescata dalla differenza di temperatura tra zona nebbiosa e zona con buona visibilità, può diffondere la nebbia. -episodi di Foehn diffondono temporaneamente la nebbia, specie se questa si è formata dopo una precipitazione e il relativo rasserenamento (cioè quando l'asfalto è bagnato), ma la disperdono e la annientano dopo pochi minuti se le correnti ad esso associate, risultano sostenute. (molti i casi di Foehn interrotto con nebbia che tornava all'assalto).

Autore : Alessio Grosso

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