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Dossier siccità: ma la situazione è davvero così grave?

Panoramica italiana e prospettive per il futuro.

In primo piano - 21 Luglio 2003, ore 12.00

3 milioni di metri cubi d'acqua al giorno al capezzale del Po, prelevati dai bacini montani a monte dei laghi alpini, indispensabili per consentire l'irrigazione dei campi, il funzionamento delle centrali, la tenuta degli acquedotti. Il Capo della Protezione Civile Bertolaso ha parlato di un palliativo, in attesa delle grandi piogge, che difficilmente potranno arrivare in tempi brevi. Sono 155 i miliardi di metri cubi d'acqua disponibili in Italia ogni anno. 20 milioni di metri cubi vengono usati per l'agricoltura, 8 milioni per usi civile, 12 milioni per uso industriale e scopo energetico, circa un milione di metri cubi vengono prelevati pro-capite ogni anno. Notevoli poi le risorse perdute: circa il 40% dell'acqua potabile a disposizione viene persa a causa di reti idriche ormai vecchie: l'Abruzzo, la Calabria e la Puglia sono in testa a questa singolare classifica delle regioni in cui si perde più acqua (oltre il 50%). Gli agricoltori dichiarano un aumento del 23% di frutta ed ortaggi negli ultimi 3 mesi, che sono costati al cittadino oltre 90 euro in più. La situazione è più grave al nord, perchè su tutto il settentrione in inverno e in primavera è piovuto pochissimo. Facciamo qualche esempio: in Puglia gli invasi quest'anno hanno una disponibilità quadrupla rispetto all'anno scorso, al nord il Po è guadabile a piedi, l'Adda è molto basso, il Ticino è ridotto ad un rigagnolo, Scrivia e Borbèra sono praticamente a secco, così come Livenza e Tagliamento. Il Piave è in secca storica a Treviso. Il Direttore del Corpo Forestale dello Stato ha denunciato una mancanza di fondi per affrontare la grave emergenza degli incendi: i 6 elicotteri disponibili potrebbero restare negli hangar. Il calo del 40% degli incendi registrato quest'anno è figlio delle precipitazioni in parte abbondanti che hanno colpito il centro-sud in inverno e all'inizio della primavera: più verde, meno secco, meno incendi, adesso però la situazione si è aggravata, proprio quando i fondi sono stati tagliati. Ci si "consola" con i 14 canadair a disposizione della Protezione Civile. Vi ricordate poi del progetto dei dissalatori e della pioggia artificiale del 2002 per affrontare la grave siccità che allora colpiva il sud? MeteoLive ne parlò diffusamente. Sapete cosa ne è stato di quegli stanziamenti? 19 milioni di Euro inutilizzati per Calabria, Sicilia e Sardegna per inseminare le nubi con lo joduro d'argento. (Nel frattempo arrivò la pioggia). 5 milioni di Euro furono effettivamente assegnati alla Puglia e anche qui non furono utilizzati così come i 19 milioni assegnati alla Protezione Civile, che non emise l'ordinanza di distribuzione alle regioni. Bisognerà allora solo affidarsi al "governo del tempo" per avere un miglioramento della situazione? E' bene sottilineare che non è affatto detto che arrivino piogge abbondanti prima di qualche mese. Certo agosto ci ha abituato ad almeno una "passata temporalesca" di forte intensità, seguita però spesso da una ripresa di condizioni anticicloniche anche molto tenaci. Settembre e ottobre sono spesso stati caratterizzati da un prolungamento della situazione estiva. Solo con il novembre si ha concreta possibilità di assistere al passaggio in serie di alcune perturbazioni atlantiche e alla formazione di depressioni anche nell'area mediterranea. C'è poi da dire che le perturbazioni sul nord non agiscono in modo uniforme: talvolta lasciano a secco il settore occidentale (Piemonte e Lombardia in primis), altre volte, a causa del Foehn appenninico anche l'Emilia-Romagna. Vedete bene quanto è complessa la macchina meteorologica che regola la distribuzione delle piogge sul nostro Paese. Non vogliamo comunque pensare ad un novembre secco, anche se al sud e sulle isole la vera stagione piovosa resta quella invernale. Molte volte persino il dicembre all'estremo sud è risultato assolato e particolarmente mite, senza contare gli episodi sciroccali. In definitiva c'è ancora molto da patire in una nazione così estesa lungo i meridiani e il Po è agonizzante.

Autore : Alessio Grosso

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