Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

DOSSIER Corrente del Golfo (parte prima)

Come e dove nasce la Corrente del Golfo? Quale meccanismo la guida verso l’Europa Settentrionale?

In primo piano - 16 Novembre 2006, ore 09.38

Le correnti marine sono flussi di masse d’acqua con caratteristiche termiche e saline specifiche per cui si distinguono nettamente dalle acque circostanti; possono essere paragonate a veri e propri fiumi che scorrono nel mare. Le zone di confine tra acque con caratteristiche diverse sono rese spesso riconoscibili da un cambiamento di colore delle acque, o da una linea di schiuma e anche da una linea di detriti, alghe e quant’altro, che, per la Corrente del Golfo, è ben visibile a nord del Mar dei Sargassi. La Corrente del Golfo è una grande corrente di superficie che nasce per azione dei venti costanti, Alisei, che soffiano sulla superficie dell’Oceano Atlantico all’altezza dell’Equatore dalle coste africane verso quelle americane. Durante questo percorso, essendo la direzione ancora quella dei paralleli, il moto della corrente non viene turbato dalla rotazione terrestre. Ma in prossimità delle coste americane, non potendo piú proseguire verso ovest, la corrente è costretta a virare verso nord, con la complicità della forza di Coriolis. Dopo aver attraversato il Golfo del Messico, e il Mar dei Caraibi, al passaggio tra la penisola della Florida e le Isole Bahamas, la corrente già raggiunge un flusso di ben 30 milioni di metri cubi al secondo. Proseguendo il cammino verso nord, lungo la costa degli Stati Uniti Orientali, grazie ad un sostanzioso apporto della Corrente delle Antille, dall’Atlantico tropicale, la sua portata si eleva fino agli 80-90 milioni di metri cubi al secondo, un enormità, confrontato agli 0,6 milioni di metri cubi d’acqua al secondo prodotto dalla somma delle acque di tutti i fiumi che sfociano nell’Oceano Atlantico, oppure considerando che è circa l’equivalente di 60000 volte la portata media del Po alla foce. In numerose rilevazioni, si è osservato che la corrente, a questo punto, ha una profondità che varia tra i 500 e i 700 metri, ed una larghezza tra gli 80 e i 120 km. La sua velocità è di anche 4 nodi, con punte fino a 5 nodi (2,57 m/s), disseminando, lungo suo percorso, numerosi vortici semistazionari che si staccano dal flusso principale. Oltrepassati i tropici, tra i 40 ed i 50 gradi di latitudine nord, la corrente prosegue il suo tragitto virando decisamente verso est-nordest, in pieno Oceano Atlantico, spinta anche dai venti occidentali fino alle coste europee, rallentando gradualmente la sua velocità, prima a 2-3 nodi, e poi anche fino a 0,25 nodi, e allargandosi ed assottigliandosi progressivamente verso la superficie. Alle medie latitudini, molto a largo della Francia e della penisola iberica, la corrente si divide ancora in due: un ramo si dirige verso latitudini più settentrionali e l’altro piega verso sud (Corrente delle Canarie), lungo il Portogallo e il Marocco, per poi scendere verso l’Equatore e cominciare di nuovo il ciclo. Il “ramo Nord Atlantico”, quindi, si spinge fin sulle coste europee, abbracciando e superando le Isole Britanniche per poi proseguire verso il Mar di Norvegia, tra le Isole Faeroe e la Scozia. A largo dell’ Isola di Tromsø, la Corrente Norvegese (nome della Corrente del Golfo nel Mar di Norvegia) si divide ancora in due rami e continua con il nome di Corrente Occidentale di Spitsbergen, oltre le Isole Svalbard, e con quello di Corrente di Capo Nord, nel Mare di Barents (ben oltre il Circolo Polare Artico). Ma solo una parte della corrente del golfo prosegue per “vie artiche”, infatti la gran parte del flusso, arrivato tra l’Islanda, la Groenlandia, le Isole Svalbard e la Norvegia, subisce una trasformazione che la porta a chiudere un circuito con un meccanismo che la rende partecipe di un sistema di circolazione globale che prende il nome di Grande Nastro Trasportatore Oceanico, di cui essa stessa è parte fondamentale. Infatti, nell’Atlantico Settentrionale, la corrente, cedendo il suo calore all’aria che la sovrasta, si raffredda, passando gradualmente dai 10-12°C ai 4-2°C. Nei Mari di Norvegia e di Groenlandia l’intera massa d’acqua superficiale salata (più salata delle acque che la circondano, data la sua origine tropicale dove è stata esposta ad una forte evaporazione oltre che ad un intenso riscaldamento) e ormai raffreddata, essendo molto più densa delle acque che la circondano, inizia ad immergersi verso le profondità oceaniche. Quindi raggiunge un vasto bacino sottomarino, tra Groenlandia e Norvegia, profondo anche 3000m, riempito da acqua molto salata fino al livello della soglia del fondale che lo separa dagli abissi dell’Atlantico centrale e meridionale, come fosse un grande lago salato freddo sub-oceanico (con caratteristiche di salinità di 34,9‰ e di temperature inferiori a 0°C). La diminuzione di salinità rispetto ai valori tipici della Corrente Nord Atlantica (35,25‰), è dovuta al fatto che in questa regione, come anche nel Mar del Labrador, si verifica un eccesso di precipitazioni, sufficienti a ridurre la salinità nello strato misto superficiale. Tuttavia la salinità delle acque profonde nei Mari di Norvegia e Groenlandia viene aumentata per l'ingresso di acqua profonda e salata dal Mare Artico, che si ritiene si formi stagionalmente in seguito alla formazione della banchisa artica. La discesa di questo enorme volume di acqua salata e fredda nell’Atlantico Settentrionale fornisce una spinta al Grande Nastro Trasportatore che, avendo formato un “vuoto” in superficie durante lo sprofondamento, richiama altra acqua calda e salata dalle latitudini meridionali verso nord. In un punto a sud di qualche centinaio di chilometri dalla punta meridionale della Groenlandia si forma, tra l’altro, un mulinello di altra “acqua di caduta” della larghezza di 5-10 miglia, che raramente sale fino in superficie, ma, durante determinati periodi dell’anno, produce una rientranza ed una corrente visibile dallo spazio. Questo meccanismo di circolazione profonda, chiamata termoalina, o anche “pompa salina”, poiché temperatura e salinità ne controllano la densità e le sue variazioni verticali e orizzontali, è il principale fautore del “risucchio” delle acque tiepide oltre il 60° parallelo. Infatti questa massa di acqua fredda e salata accumulatasi in profondità, traboccando da questo grande bacino sottomarino nord atlantico, inizia a fluire nelle profondità oceaniche, restando separata dagli strati superiori dell’oceano, formando un fiume subacqueo, quaranta volte più grande di tutti i fiumi della terra messi insieme, che viaggia prima verso est e poi verso sud, fin nell’Atlantico Meridionale e poi anche oltre, negli Oceani Antartico, Indiano e Pacifico, dove le acque profonde, raggiungendo gradualmente una minore salinità, proseguiranno un percorso millenario che alla fine le riporterà nuovamente in superficie, da dove poi potranno riprendere il lungo ciclo. Nella seconda parte del dossier cercheremo di capire come la nascita della Corrente del Golfo possa aver mutato il clima mondiale anche in modo sorprendente.

Autore : Massimiliano Santini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 12.01: A24 Roma-Teramo

incidente

Incidente a Colledara-San Gabriele (Km. 136,3) in uscita in entrambe le direzioni dalle 11:57 del..…

h 11.55: A18 Messina-Catania

coda rallentamento

Code causa traffico intenso a Svincolo Taormina (Km. 35) in uscita in direzione Messina uscita co..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum