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Dossier: ci sarà la GUERRA dell'ACQUA? (parte seconda)

Si conclude il dossier di MeteoLive tratto dal magazine di "Le Figaro". Rispetto agli anni 80 nel Mediterraneo transitano meno della metà delle perturbazioni e le precipitazioni sono affidate alla formazione di depressioni.

In primo piano - 28 Luglio 2005, ore 12.20

Perchè piove sempre meno in Europa concretamente? Perchè giungono meno perturbazioni dall'Atlantico, rispetto agli ultimi vent'anni anche il 50% in meno. In altre parole il flusso perturbato atlantico si è alzato di circa 10° di latitudine e i corpi nuvolosi giungono meno attivi. Si pensa ad un inceppamento della Corrente del Golfo ma anche al Vortice Polare più attivo che avrebbe come effetto domino quello di potenziare il Ciclone Islandese ma anche l'anticiclone delle Azzorre, che si pone come scudo all'ingresso dei fronti. Le piogge sono dunque spesso affidate alla formazione di depressioni o di gocce fredde, che però, in quanto tali, non distribuirebbero più "democraticamente" le precipitazioni. All'origine di questo potenziamento del Vortice Polare vi sarebbe una maggiore energia data dal riscaldamento globale? Molti non concordano e vedono nell'aumento della temperatura una diminuzione dei contrasti termici tra Polo ed Equatore, perchè la temperatura aumenterebbe soprattutto al Polo e dunque non si avrebbero fenomeni estremi diversi da quelli che conosciamo oggi, e che in parte nascono da un ossessivo bombardamento mediatico con telecamere posizionate in ogni angolo del mondo a far credere che sia prossima una catastrofe mondiale. Qui il vero problema sta invece nella mancanza di piogge ben distribuite, nel rischio di scioglimento dei ghiacciai, alla variazione dell'intensità della radiazione solare. Il nostro preciso dovere è quello di inquinare il meno possibile e di non sprecare l'acqua. Una guerra dell'acqua in Europa? Non immediata e diretta forse, ma come riflesso della mancanza d'acqua altrove non è affatto da escludere. La Turchia detiene l'approvigionamento idrico dei suoi due vicini: Siria ed Irak; se essa ha rifiutato, malgrado la richiesta degli Stati Uniti, di chiudere le sue dighe per prosciugare l'Irak durante la guerra del Golfo, questo non significa che veda negativamente l'indebolimento del vicino, ricco in petrolio, nè la disgrazia della Siria, bastione del terrorismo internazionale, secondo il Presidente Bush. I Turchi possono proseguire senza problemi lo sviluppo del sud-est anatolico che prevede la costruzione di una ventina di bacini d'acqua. Lo stato turco giustifica questo progetto presso la comunità internazionale evocando la valorizzazione di una regione povera. Nel 1990 il riempimento della diga di Ataturk aveva prosciugato il letto dell'Eufrate per quasi un mese con ripercussioni drammatiche per l'agricoltura di siriani ed iracheni. "Noi abbiamo l'acqua, voi il petrolio", questa la giustificazione turca. I nuovi bacini non favoriranno altra carestia per Siria ed Irak? Sono oltre 300 le zone recensite dall'ONU nelle quali potranno svilupparsi conflitti a causa dell'acqua, alcuni particolarmente esplosivi: ad esempio la zona tra il Sudan, l'Etiopia e l'Egitto per le acque del Nilo. Altro esempio: la presenza costante degli americani lungo la zona della tripla frontiera tra l'Argentina, il Brasile e il Paraguay non sarebbe giustificata dal rischio di terrorismo ma dalla concreta possibilità di accaparrarsi una delle riserve d'acqua dolce più importanti del mondo: quella del bacino di Guarani. Si stima che tale bacino permetterebbe di far vivere 360 milioni di persone ricevendo trecento litri d'acqua al giorno senza che la riserva si abbassi. Mentre gli americani consumano la più grande quantità d'acqua per abitante al mondo, le loro fonti non si rinnovano. Tutto l'ovest degli States soffre di siccità cronica, ed incredibilmente si tenta la coltura del riso in California, lo sviluppo del verde in pieno deserto in città come Phoenix, con piscine, prati e campi da golf e immane spreco d'acqua. A Tucson, seconda città dell'Arizona, l'acqua è prelevata dai pozzi a 450 metri anzichè a 150 e ad El Paso tutte le risorse idriche scompariranno nel 2030. Ambizioso invece il progetto Cinese per combattere la siccità nel nord e nel nord-ovest: tre canali paralleli di 1300km ciascuno, prelevano l'acqua dallo Jangzi-Jiang e la portano nel nord. Entro dieci anni dovrebbero essere attivi e abbattere la siccità che penalizza la crescita economica del Paese. Altri rimedi vengono dalla dessalazione del mare, una tecnica oggi meno costosa rispetto al passato ma pur sempre dispendiosa. In Israele l'officina di dissalamento di Ashkelon è la più grande del mondo, andrà a produrre il 10% della consumazione israeliana per osmosi inversa; un altro progetto faraonico è in corso di sviluppo ad Abu Dhabi, anche a Rogliano, in Corsica, nel 2002 un'unità mobile di dissalamento assicurò per i turisti acqua marina purificata e rimineralizzata.

Autore : Adattamento di Alessio Grosso

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