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Dopo la neve primi vagiti di primavera ma senza fretta

Vi proponiamo una breve analisi che ci porta oltre la metà del mese e che individua una battuta d'arresto di questa lunga fase fredda fuori stagione.

In primo piano - 11 Marzo 2010, ore 10.33

E dopo la neve cosa ci dobbiamo aspettare? Qualcuno già pensa spazientito che la primavera, ormai alle porte anche astronomicamente, avrebbe ben d'onde da fasi vedere, qualcun altro, incallito freddofilo, spera in un prosieguo di questa lunga coda invernale. Il "freddo responso" (ma questa volta è solo un gioco di parole) delle prime elaborazioni a lunga scadenza ci propina una svolta, anche piuttosto decisa. Saranno le dinamiche a grande scala a invertire la rotta stagionale, dunque si tratta di riuscire a inquadrare correttamente a quali scenari andremo incontro dopo il 15 del mese. Tutto inizierà da li, con una temporanea ma bruciante impennata dell'indice AO associata ad un rinforzo del vortice polare in sede artica e dunque anche ad un rialzo generale della banda anticiclonica versole medie laitudini. A pensarci bene: da quanto tempo è che dalle nostre parti non si vede un anticiclone? Probabilmente la prima campana stagionale sorgerà proprio nei prossimi giorni, e in particolare tra il 16 e il 20 marzo, con un passaggio transitorio ma ben percepibile; le temperature infatti si alzeranno fino a portasi su valori consoni al periodo e il sole tornerà a farsi vedere dopo giorni e giorni di latitanza, almeno su diverse regioni italiane. Abbiamo parlato di anticiclone transitorio, ebbene si, sarà ancora una volta la circolazione generale dell'atmosfera a forzare le dinamiche di fine marzo proponendo un probabile nuovo colpo di scena. Tutto partirà dall'onda convettiva tropicale la quale, tornata in auge dopo alcune settimana di quiescenza, imprimerà la sua forzante sul comparto est-atlantico e ovest-africano inducendo una nuova meridianizzazione delle correnti anche sul nostro emisfero. Il tutto si potrebbe concludere con un affondo depressionario sul Mediterraneo centro-occidentale intorno all'equinozio, con correnti nuovamente più fredde e decisamente piovose per gran parte del nostro Paese. La neve sarebbe per gran parte relegata alle Alpi e alle cime appenniniche, come è giusto he sia in questo frangente stagionale, mentre il resto del Paese non avrebbe altro che ringraziare il cielo per qusta preziosa riserva d'acqua che ci permetterà di trascorrere una estate finalmente tranquilla.

Autore : Luca Angelini

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