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Dopo la grande estate dei Record, come saranno le PROSSIME STAGIONI?

La statistica indica un autunno mite e piovoso seguìto da un inverno più rigido e asciutto. Il caso di Roma.

In primo piano - 24 Settembre 2003, ore 13.34

INTRODUZIONE (a cura di Emanuele Latini) Grazie alla disponibilità della responsabile dell’Osservatorio Meteorologico del Collegio Romano, Franca Mangianti, siamo in grado di pubblicare l’articolo di Francesco Leone comparso sul quotidiano “Corriere della Sera” in data martedi 23 settembre 2003. Dopo la gridata escalation di chi prospettava un autunno alluvionato, tempeste tropicali, estati infinite ed inverni fuori ogni logica, eccoci di fronte ad un ragionato esempio di sana e corretta informazione meteorologica nella cornice dell’estate più calda degli ultimi secoli. DOPO LA GRANDE ESTATE DEI RECORD, COME SARANNO LE PROSSIME STAGIONI? L’estate più calda degli ultimi secoli sta cedendo il passo all’incalzante arrivo dell’autunno. Rimarrà archiviata negli annali meteorologici come un evento eccezionale che non trova precedenti da quando a Roma si effettuano registrazioni sistematiche dei dati climatici. Nel corso dei tre mesi appena trascorsi soltanto “per qualche ora” le temperature sono risultate leggermente al di sotto del valore normale. Per il rimanente periodo i valori sono stati assolutamente inconsueti: per 29 volte la temperatura massima è stata superiore ai 35° e per ben 32 notti non è scesa al disotto dei 24°. La temperatura media è stata di 28.2°, addirittura quattro gradi in più rispetto al valore normale e - dato clamoroso! - due in più rispetto al precedente primato. Alla luce di quanto accaduto, le domande che a meteorologi e climatologi vengono insistentemente rivolte in questi giorni sono come saranno le prossime stagioni, se ci saranno devastanti alluvioni in autunno seguite da gelate e abbondanti nevicate in inverno. Rispondere a questi quesiti usando un criterio previsionale non è possibile, poiché i modelli matematici finora testati sono attendibili fino ad un periodo di 5/6 giorni. I più importanti centri meteorologici mondiali stanno mettendo a punto modelli di previsione stagionali, basati sull’influenza delle variazioni di temperatura delle acque terrestri sulla circolazione generale dell’atmosfera. Ampi, però, sono ancora i margini di incertezza e ciò lo testimonia il fatto che molti di questi modelli avevano previsto, qualche mese fa, anche per il 2003 scenari estivi analoghi a quelli dello scorso anno. Esiste un unico tentativo di risposta possibile: affidarsi all’elaborazione statistica dei dati climatici del passato. Sono state estratte dalla serie storica le cinque estati più roventi mai verificatesi a Roma, che sono risultate quelle del 1928 (26.2°), 1952 e 1998 (26.0°), 1994 (25.9°) e 1999 (25.7°), e si è studiato ciò che è di seguito accaduto. Dopo l’estate più calda prima dell’attuale, quella del 1928, ci fu un autunno molto mite e piovosissimo cui seguì l’inverno (1929) più freddo del secolo, durante il quale non mancarono né le piogge (il 5 gennaio sia il Tevere che l’Aniene esondarono allagando la periferia di Roma), né le nevicate (tre in gennaio e due in febbraio). Ben diverso fu invece l’andamento del 1952 per quanto riguarda le precipitazioni autunnali, molto scarse, al punto che l’anno è risultato essere il più secco dal dopoguerra ad oggi; nella norma, invece, le piogge invernali. Le temperature furono complessivamente più basse, specie in novembre, dicembre (si segnala una breve nevicata il giorno 16), e gennaio. Nei riscontri con il passato più recente registriamo per il 1994 temperature sempre al sopra delle medie e precipitazioni leggermente al di sotto, specialmente in inverno. Diversamente andò nel 1998 in cui si osservarono temperature sempre inferiori alla norma e piogge al di sotto della media specialmente in inverno. Nel 1999 infine, ad un autunno mite e un po’ più piovoso del normale è seguito un inverno nella media in cui spicca un gennaio molto asciutto, terminato con l’ondata di freddo più intensa degli ultimi anni. In conclusione, l’elaborazione di questi dati ha messo in evidenza che dopo un’estate molto calda l’autunno si è spesso presentato più mite e piovoso del solito, specialmente nella parte iniziale, e l’inverno quasi sempre più freddo ma con precipitazioni talvolta più scarse. ROMA, LE ESTATI PIÙ CALDE DAL 1782 Temperatura media in °C (Anno) 28.2 (2003) 26.2 (1928) 26.0 (1998 e 1952) 25.9 (1994) 25.7 (1999)

Autore : Francesco Leone

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