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Domenica coste italiane a rischio di STORM SURGE? (L'onda di tempesta)

Da NON confondersi con uno tsunami.

In primo piano - 24 Febbraio 2016, ore 16.00

Un notevole gradiente barico, la forza del vento che crea un innalzamento del piano d'acqua in vicinanza del litorale e i bassi fondali: ecco gli ingredienti giusti per assistere alla formazione di una vera onda di tempesta.

Domenica 28 febbraio sull'Italia potrebbe transitare un vero ciclone mediterraneo, con minimo di 985hPa che potrebbe generare onde anche diversi metri, anche se il gradiente non resterà così estremo per molte ore. Infatti è previsto un parziale rialzo della pressione dalle 19 in poi (indebolimento del gradiente barico)

L'equazione molto vento uguale molto mare funziona solo se il vento soffia per diverse ore o per una giornata intera, altrimenti il mare non raggiungerà la stessa veemenza. La persistenza di forti venti anche dopo le 19 (anche se non più estremi) potrebbe favorire la formazione di marosi in serie sulle coste esposte, ma difficilmente con altezze estreme.

Simili onde risultano comunque particolarmente pericolose in coincidenza con una rilevante alta marea, che contribuisce a distruggere le difese litoranee.

C'è da aggiungere che quando la marea astronomica è alta e la linea di costa è concava, l'onda anomala, storm surge, può crescere ulteriormente in altezza sino a superare i 12 metri provocando danni anche nelle zone interne.

Ne sa qualcosa l'Olanda, che visse un evento del genere nel gennaio del 1953, quando un forte vento settentrionale soffiò per 36 ore contro la costa spedendovi contro le acque del Mare del Nord. 200.000 ettari di Polder vennero inondati e vi furono oltre 1800morti.

Se una simile tragedia si verificasse adesso chissà a quante speculazioni mediatiche assisteremmo, con l'uomo additato a distruttore globale e ad alteratore climatico.

Al momento ribadiamo che NON si prevede un'evoluzione tanto estrema ma sono da mettere in conto danni agli stabilimenti balneari, pesanti allagamenti e caduta di alberi sia lungo la fascia costiera che nell'entroterra e sull'Appennino centro-meridionale.

Molto diversa è invece l'origine dello Tsunami: a provocare infatti onde anomale è, come ormai risaputo, un terremoto.

Rispetto allo storm surge:
-l'onda di Tsunami è alta anche meno di un metro in mare aperto, ma può rapidamente crescere sino a 25-30 metri in prossimità delle zone costiere

-le onde successive, più piccole, sono distanti tra loro e dalla principale anche 500 km; esse possono anche rimbalzare da costa a costa per un paio di giorni.

-lo Tsunami provoca molte più vittime e danni per l'altezza impressionante della sua ondata principale.


Autore : Alessio Grosso

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