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Dolomiti venete: è stato l'inverno più nevoso dal 50-51, ecco tutti i dati! Febbraio anche più freddo della norma in quota.

L'inverno 2008-2009 verrà ricordato a lungo per lo straordinario e prolungato innevamento nelle Alpi.

In primo piano - 7 Marzo 2009, ore 08.03

Questo mese è risultato nel complesso molto piovoso/nevoso e più freddo del normale in quota. L’ultimo mese dell’inverno meteorologico ha mostrato due facce ben distinte: nei primi 10 giorni tempo variabile-perturbato per correnti meridionali a tratti intense, nel resto del mese tempo in prevalenza soleggiato e ventilato, per frequenti correnti settentrionali, inizialmente fredde, poi più miti. Si chiude così un inverno straordinario dal punto di vista delle precipitazioni totali, tanto che per ritrovare apporti complessivi simili o superiori, di pioggia e neve, bisogna risalire all’inverno 1950-51. Le temperature medie mensili sono risultate inferiori alla norma di 1-2°C in quota e nelle valli più alte e generalmente normali nei fondovalle più bassi. Dopo la prima decade variabile-perturbata, correnti settentrionali hanno apportato masse di aria fredda fino al giorno 20, poi un afflusso di aria più mite di origine nord-atlantica ha consentito un rialzo termico. L’anomalia negativa in quota si spiega con l’assenza di periodi anticiclonici che di solito favoriscono una circolazione di aria mite in alta montagna ed il ristagno di aria fredda nelle valli. Le precipitazioni totali mensili sono state molto abbondanti, da 3 a 4 volte i valori normali per il mese di febbraio, che, peraltro, risulta statisticamente il mese più secco dell’anno. Si sono riscontrati 7-8 giorni piovosi/nevosi, contro una media di 4-5. Le precipitazioni si sono avute quasi tutte nella prima decade, durante la quale si sono succeduti, uno dopo l’altro, due intensi episodi di maltempo, che hanno apportato ancora tanta neve sulla montagna veneta. Al primo mattino del giorno 8 si sono raggiunte le massime altezze di neve al suolo di questa stagione invernale, con 317 cm a Malga Losch-1735 m (Frassenè Agordino), 272 cm a Gares e 265 cm a Pecol di Zoldo. Come conseguenza di questi notevoli accumuli nevosi si sono registrati danni e disagi dovuti al peso della neve sui tetti degli edifici e alla caduta di numerose valanghe, fra queste alcune valanghe “storiche” che non scendevano dalla seconda metà degli anni ’70. La neve nei fondovalle prealpini è caduta solo all’inizio del mese e ha lasciato poi spazio a piogge abbondanti. In questo primo bimestre del 2009 è piovuto e nevicato il doppio o il triplo rispetto alle medie e per il capoluogo si tratta del bimestre gennaio-febbraio più piovoso degli ultimi 25 anni. Di questo mese si devono ricordare: •Le abbondanti nevicate dei primi due giorni del mese (55 cm di neve fresca a Sappada e Falcade, 54 cm a Pecol di Zoldo); •Il vento molto forte sulle cime prealpine il giorno 7 (raffica di 111 km/h sul Monte Cesen) •Le nuove abbondanti precipitazioni fra il 6 e l’8 (81 cm di neve fresca ad Arabba, 73 cm a Pecol e pioggia per 149 mm a Feltre) •Le temperature molto basse fra il 13 ed il 14 (-23°C a Cimabanche, -19°C a Padola) •Le temperature di nuovo ancora molto basse il 19 (-23°C a Cimabanche, -20°C a Pian Cansiglio, -19°C a Padola) In tutto si sono avuti 13 giorni soleggiati, 10 variabili e 5 giorni di maltempo.

Autore : Bruno Renon (ARPAV)

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