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Distributori di ARIA compressa

Il progetto EOLO. L'auto ecologica è ancora al capolinea come tanti progetti innovativi, ma scomodi.

In primo piano - 19 Ottobre 2006, ore 15.20

Cera una volta un'auto chiamata Eolo... non è una favola per bambini ma una triste vicenda italiana. Presentata nel 2001 al Motorshow di Bologna, la "Eolo" era una macchina rivoluzionaria, una vettura con motore ad aria compressa, costruita con materiali leggeri e ultraresistenti. La vettura, progettata da Guy Negre, ingegnere progettista di Formula 1, poteva percorrere più di 100 Km con UN EURO e raggiungere una velocità massima di 110 Km/h, con un'autonomia media di oltre 10 ore consecutive. Dallo scarico usciva solo aria fredda, che poteva essere oltretutto utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una presa di corrente, con le dovute modifiche al contatore, nel giro di poche ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata come "propellente" per il suo funzionamento. Il prezzo al pubblico del modello base doveva essere di circa 18 milioni del vecchio conio. Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che abbondarono le prenotazioni. Lo stabilimento era ancora in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, e dalla dipendenza dal petrolio. Insomma l'entusiasmo era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si ebbero più notizie. Questa vettura rivoluzionaria, che avrebbe potuto risolvere molti di problemi, scomparve senza lasciare traccia. Molti sostenevano che non ne valesse la pena, che il prezzo di gestione, per la ricarica dei serbatoi fosse troppo elevato e poco funzionale. Inoltre si riscontrò un problema tecnologico: per sua natura, un gas compresso, quando si espande, si raffredda. L'aria fortemente compressa nel "serbatoio" della Eolo, nel raggiungere il sistema di propulsione, passerebbe da qualche centinaio di atmosfere a un'atmosfera, facendo quindi congelare i tubi di alimentazione. L'umidità comunque presente nell'aria, anche se dessiccata, genererebbe ghiaccio nei tubi, ed Eolo si bloccherebbe in brevissimo tempo. Problemi comunque risolvibili con adeguati investimenti. Se l'umanità fosse un pò più coraggiosa, meno ossessionata dalla frenesia contemporanea, e la politica ambientalista meno legata alla finanza mondiale, basterebbe sviluppare e realizzare tutti quei progetti innovativi sepolti negli scantinati del potere. E se i distributori di carburante distribuissero solo aria compressa? Un'impresa titanica ma non impossibile, almeno per il traffico cittadino! Oggi il progetto "Eolo" sembra essersi arenato, con i dirigenti dell' Azienda che rimandano, di anno in anno, l'inizio della produzione a data da destinarsi. Siamo alle solite conclusioni, con le grandi società petrolifere pronte a troncare sul nascere qualsiasi iniziativa ecologica che possa rendere gli uomini un pò più indipendenti dal petrolio e dai suoi derivati. Troppo semplice progettare una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi e che sia fatta per durare, che consumi soltanto energia elettrica utilizzando il più "semplice" e comune dei gas, l'aria. Ma i guadagni dove sono? Quindi il progetto deve essere insabbiato o abbandonato per mancanza di fondi! L'importante è mantenere alto il profitto dei petrolieri delle multinazionali dell'automobile, con la stragrande maggioranza dei mass-media, chiaramente manovrati dalla politica, che intervistando qua e la ambientalisti e "cittadini comuni" sostengono ed incitano i blocchi del traffico e provvedimenti vari, a discapito della libertà e dei diritti comuni, con un notevole guadagno delle grandi società assicurative.

Autore : Luca Savorani

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