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Dicembre 2009: resoconto dell'ondata di gelo eccezionale nel nord-est

In alcune zone di pianura del nord-est, specialmente in Friuli Venezia Giulia, si sono toccate temperature veramente da record.

In primo piano - 8 Gennaio 2010, ore 09.50

Come al solito i media non si sono certo risparmiati nelle cronache dettagliate e maliziose dei disagi e dei problemi causati da tre giorni consecutivi di gelo e neve, dispensando critiche a chiunque tranne forse che ai veri responsabili, che a mio avviso sono invece da ricercarsi semplicemente da una parte in un evento meteoclimatico indubbiamente estremo, dall’altra come purtroppo sempre è stato e come sempre sarà, nell’incoscienza recidiva ed inguaribile di molti, troppi cittadini. Sarei tentato di dilungarmi ampiamente su questo aspetto (ricordo soltanto che il giorno dei maggiori disagi registrati per incidenti, uscite di strada, ecc., era di sabato), ma, quasi a malincuore mi limiterò soltanto ad una breve analisi tecnica di un’ondata di gelo che ripeto, per alcune zone credo abbia rarissimi precedenti in quanto a picchi di temperature minime registrate. Ma cominciamo con il dare subito dei dati. Quattro giorni consecutivi, 18, 19, 20 e 21 dicembre, di ghiaccio o quasi (temperature sia minime che massime sotto lo zero) praticamente in tutto il nord-est con due nevicate mediamente di 10-15 cm., la prima tra il 18 ed il 19 che ha creato i maggiori problemi perché avvenuta con temperature di 2-3 gradi sotto lo zero e quindi con estese formazioni di ghiaccio, la seconda a fine episodio quando già un incalzante scirocco annunciava oramai un imminente ed inevitabile disgelo. In quasi tutte le località, tranne quelle costiere le temperature minime hanno oltrepassato i dieci gradi sottozero anche per tre giorni di seguito e molte località anche di pianura hanno abbondantemente sfondato il muro dei meno quindici. Queste le temperature minime assolute registrate in alcune località di pianura, specialmente il giorno 20 dicembre in Friuli Venezia Giulia (dati OSMER-Osservatorio Meteorologico Regionale dell’ARPA FVG). Udine Sant’Osvaldo -11,8°C Udine Rivolto -18,0°C Palazzolo Dello Stella (UD) -18,9°C Codroipo (UD) -17,9°C Pordenone -12,4°C Cervignano del Friuli (UD) -17,3°C Gradisca d’Isonzo (GO) -16,4°C Ronchi dei Legionari (GO) -15,5°C Aviano (PN) -12,0°C Notevoli anche i valori raggiunti in alcune località costiere. Lignano -6,3°C Grado -5,5°C E in alcune vallate alpine (anche se qui tali valori sono un po’ più normali) Tarvisio (754 mt) -18,3°C Fusine (850 mt) -22,0°C Pagnacco (UD 170 mt) -24,0°C Secondo alcune fonti inoltre i valori di alcune località come ad esempio Udine Rivolto e Ronchi dei Legionari costituirebbero dei record assoluti di freddo, superando anche i valori del gennaio 1985. Almeno tre i record di freddo mensili (di dicembre) superati anche in Veneto, Verona Villafranca dove il termometro ha toccato i -14,0°C, Treviso che ha raggiunto i -11,8°C, e Venezia con -12,5°C. Si tratta di temperature minime evidentemente fortemente anomale e decisamente inusuali, che si sono potute raggiungere grazie al verificarsi contemporaneo di due fattori determinanti: da una parte il riversarsi sulla regione di una massa di aria gelida che stazionava da giorni sull’Europa centro-orientale, richiamata da un centro di bassa pressione transitato velocemente sull’Italia centrale da ovest verso est (che ha determinato le prime nevicate), e dall’altra il rasserenarsi del cielo che unito agli effetti “albedo” e “freezer” generati dal suolo innevato, ha consentito alle temperature minime di raggiungere valori incredibili. Analogie con il recente passato? Poche o nessuna. Le ondate di gelo e neve del dicembre 1996 e del dicembre 2001 presero origine da fronti freddi in retrogressione da nord-est lungo il bordo meridionale di anticicloni posizionati sul Nord Europa e, seppur incisive, non determinarono i valori di temperatura impressionanti raggiunti durante questa ultima ondata di gelo che di diritto entrerà nella storia climatica del nord-est come una delle più intense degli ultimi decenni.

Autore : Fabio Vomiero

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