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Desalinizzazione dell’Atlantico Settentrionale e Corrente del Golfo

Le ultime ipotesi della NASA, peraltro riportate anche nel famigerato rapporto del Pentagono, parlano di un improvviso (avverrebbe in pochi anni e con pochi segnali premonitori) blocco della Corrente del Golfo che potrebbe avvenire in seguito ad una serie di accadimenti.

In primo piano - 10 Marzo 2004, ore 09.06

Premesso che il Rapporto del Pentagono alla Casa Bianca, reso pubblico nelle settimane scorse, costituisce semplicemente un piano di azione, uno dei tanti commissionati per la sicurezza nazionale, atto a costituire una serie di studi e di eventuali interventi per far fronte a tutte le possibili situazioni che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza degli USA (esistono piani anche per impatti, improbabili ma possibili, di asteroidi), diciamo pure che è chiaro che per ora la Corrente del Golfo sta continuando a "scaldare" le coste europee, e nessuno l'ha mai messo in dubbio. Anche se negli anni abbiamo assistito ad un progressivo raffreddamento delle acque costiere degli USA Orientali (sintomo forse di una minor spinta della Corrente), ed altre strane anomalie alle alte latitudini, il grande, instancabile, nastro trasportatore sta continuando a compiere il suo lavoro. Un rallentamento nella subduzione della suddetta corrente (rallentamento provato da studi scientifici accurati svolti sulle coste islandesi e groenlandesi) stimato fino ad un 20%, non può produrre effetti notevoli, anche se non è da escludere un collegamento tra questo fenomeno (che per quanto se ne sa ora potrebbe essere anche temporaneo e ciclico...ma anche permanente) e i cambiamenti nella circolazione atmosferica che coinvolge gran parte dell'Atlantico, dell'Europa e della Russia Europea(fino alla Siberia). Peraltro un rallentamento della subduzione, legato quasi sicuramente alla continua, ed apparentemente inarrestabile, desalinizzazione delle acque dell'Atlantico Settentrionale (provata da rilevamenti pluridecennali) provocherebbe anche un ristagno di acque di origine tropicale alle alte latitudini (un po' come un lavandino otturato che accumula acqua). Se guardate le mappe riportate in figura, noterete come le acque profonde dell'Atlantico Settentrionale siano diventate pericolosamente sempre meno salate, mentre quelle tropicali superficiali sempre più salate, queste ultime anche grazie all’aumento dell’evaporazione indotto da temperature più elevate alle latitudini tropicali. Il pericolo è proprio che le acque "dolci" provochino una desalinizzazione delle acque, in affondamento nell'Atlantico Settentrionale, tale da renderle non sufficientemente dense, e quindi pesanti, da farle affondare...bloccando in tal modo il circuito che permette poi alle acque superficiali calde di affluire verso nord. Quello che si vuole far notare in questi studi è la possibilità di un improvviso blocco della corrente che si attuerebbe nel momento in cui la salinità delle acque interessate raggiungesse il livello limite in cui l'acqua non scenderebbe più, bloccando rapidamente il nastro trasportatore...in poco tempo le acque in arrivo da sud (anche per la semplice spinta dei venti, che contribuiscono non poco alla spinta) colmerebbero il bacino a disposizione, e trovando un "muro" invalicabile devierebbero altrove, iniziando così un rapido raffreddamento alle latitudini che ci interessano. "Abrupt Climate Changing" significa infatti cambiamento climatico improvviso, ed è quello che è avvenuto a più riprese nel nostro emisfero proprio per il blocco delle Corrente del Golfo. Studi di paleoclimatologia hanno dimostrato che tale cambiamento sia avvenuto e potrebbe avvenire entro 10 anni dal suo inizio (forse anche in soli 3 anni). E' facile immaginare che il passaggio ad un tipo di circolazione del tutto differente da quella precedente porti con se periodi di forti anomalie, apparentemente anche contraddittorie. Quindi non bisogna sottovalutare questo fenomeno dalle potenzialità veramente apocalittiche. La mia speranza è che tutto quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni, climaticamente parlando, sia semplicemente parte di un ciclo naturale che si chiuda presto riportandoci a situazioni a noi più gradite, e che nulla di veramente sconvolgente possa accadere ai grandi termoregolatori del nostro pianeta.

Autore : Massimilano Santini

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