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Da venerdì 17 all'insegna della VARIABILITA'

Sul finire della settimana è previsto un generale cedimento dell'alta pressione sull'Italia con correnti mediamente da nord-ovest: linea di tendenza con tempo variabile e fenomeni mai troppo persistenti.

In primo piano - 14 Dicembre 2004, ore 09.31

Partiamo subito con una certezza: nonostante gli ultimi colpi di tuono sui mari intorno alla Sicilia, la depressione afro-mediterranea che oltre alla pioggia ha portato anche danni sulle Isole Maggiori e su alcune regioni centro-meridionali, lascerà definitivamente l'Italia. Proseguiamo invece con una mancata certezza: in sintonia con gli ultimi anni, la nebbia scarseggia in Valpadana persino con un anticiclone nel semestre freddo dell'anno. Poca umidità? Poca differenza di pressione e mancanza della leggera brezza che garantisce il fenomeno? Mancanza degli aggreganti chimici del passato? Sicuramente un sospiro di sollievo per automobilisti e amanti del sole. E infine addentriamoci nella previsione, cercando di capire il tempo che farà o potrebbe fare nei prossimi giorni. Premettiamo subito che le carte e i modelli previsionali a nostra disposizione mostrano grande incertezza, cambiando continuamente gli scenari anche nel giro di poche ore! Sembrano comunque tutte concordare sul fatto che a partire da venerdì 17 si assista ad un cambiamento di circolazione sul Mediterraneo centrale e sull'Italia. I primi segnali dell'interruzione del dominio anticiclonico al centro-nord si avranno già domani e giovedì con nubi in generale aumento e qualche pioggia su Sardegna, coste tirreniche e in mare aperto. Dalla serata di venerdì le correnti in quota si disporranno mediamente da nord-ovest e, tranne qualche breve interruzione, sembrano destinate a mantenersi così almeno fino a Natale, anche se continueremo ad aggiornarvi ogni giorno. Che tipo di quadro meteorologico attendersi sulla Penisola, supposto che non si formino depressioni secondarie sui nostri mari? Al NORD, la presenza delle Alpi favorirà delle precipitazioni nevose fino a bassa quota sui versanti alpini esteri, più esposti a tali correnti, ma lascerà spesso in ombra pluviometrica regioni come il Piemonte, la Lombardia e la Liguria, spazzandole di tanto in tanto con del Favonio. Qualcosa in più, stante la minor altezza delle barriere montuose, sul Triveneto e l'Emilia-Romagna, ma fenomeni in genere di scarsa durata. Difficilmente il limite delle nevicate scenderà sotto i 900-1000m. Sul CENTRO-SUD potranno invece transitare diversi corpi nuvolosi, con i versanti adriatici favoriti rispetto a quelli tirrenici. Anche qui le eventuali piogge saranno di breve durata e qualche spruzzata di neve potrà cadere sull'Appennino oltre i 1200-1500m, giusto per coprire l'imbarazzante verdeggiare dei prati in alcuni punti. Le temperature subiranno una generale diminuzione riportandosi nelle medie del periodo o in alcuni casi leggermente al di sotto. La giornata di Santo Stefano potrebbe riservare qualche sorpresa in più per il Nord ma... mancano ancora 12 giorni, troppi per avere delle certezze!

Autore : Simone Maio

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