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DA NON PERDERE: in Italia piove meno che in passato, colpa del riscaldamento dell'oceano?

Alcuni scienziati americani hanno messo in relazione il riscaldamento oceanico con la piovosità tropicale e la maggior siccità delle zone temperate.

In primo piano - 14 Ottobre 2008, ore 10.30

Negli ultimi 15 anni in Italia si è registrata una diminuzione delle piogge e delle nevicate mediamente del 15-20% rispetto ai periodi precedenti. Climatologi e ambientalisti non sono ancora concordi nel trovare un'unica spiegazione al fenomeno: si parla di effetto serra, di corrente del Golfo inceppata, di alte concentrazioni di particolato fine, della latitanza delle perturbazioni atlantiche nel Mediterraneo. Alcuni ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA hanno formulato un'altra teoria che giustificherebbe la diminuzione delle precipitazioni alle latitudini temperate (fra il 35° e il 50° parallelo, ossia quelle italiane) con il riscaldamento degli oceani, specie alle latitudini tropicali. Attraverso delle misurazioni effettuate recentemente tramite il satellite TRMM (Tropical Rainfall Measuring Mission), i mari tropicali sono risultati più caldi che in passato e di conseguenza le piogge sono più abbondanti sulle regioni delle basse latitudini. Secondo gli scienziati americani questo giustificherebbe le inondazioni sempre più devastanti che negli ultimi tempi hanno colpito l'area del Golfo del Messico, l'India e il Bangladesh. Il maggior calore disponibile aumenta i ritmi del ciclo dell'acqua (evaporazione, condensazione, precipitazione) e questo si traduce in uragani e tifoni sempre più violenti. In base a questa teoria questo surplus di vapore tenderebbe però a scaricarsi "in loco" e si distribuirebbe meno uniformemente che in passato verso le latitudini più settentrionali, dove rappresenta il carburante principale per le perturbazioni e i sistemi nuvolosi che giungono sempre più spompati sulla nostra Penisola. Questo spiegherebbe anche perché nonostante la corrente del Golfo rimanga più o meno in salute, il flusso atlantico subisca dei rallentamenti o dei blocchi sempre più frequenti. Il riequilibrio del bilancio del calore atmosferico tenderebbe quindi a passare attraverso le aree desertiche e continentali, piuttosto che attraverso il mare, innescando così le paurose incursioni verso nord degli anticicloni subtropicali. Si tratta solamente di ipotesi formulate sulla base di osservazioni scientifiche ma se questa tendenza venisse confermata, nei prossimi anni le piogge di tutto il Pianeta cadranno dall'attuale 31% al 40% sulle aree tropicali. I risultati della ricerca sono pubblicati sul periodico "Geophysical Research Letters".

Autore : Report Alessio Grosso

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