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CULT: studenti del liceo Oberdan di Trieste intervistano Alessio Grosso

Alessio Grosso, conosciuto per le sue posizioni scettiche in merito alla pericolosità del cambiamento climatico in atto, risponde alle domande degli studenti.

In primo piano - 15 Maggio 2010, ore 09.30

Buon giorno signor Grosso, siamo un gruppo di studenti del liceo scientifico G.Oberdan e, per iniziativa del Fest, organizziamo una pagina di giornale scientifico incentrata sul clima. Il nostro gruppo si occupa delle interviste, affinché venga approfondita la posizione delle correnti di pensiero attualmente esistenti, e come esponente dei "team degli scettici" riguardo alla pericolosità del cambiamento climatico ci è stato indicato lei.

-Secondo quanto ci è pervenuto sul suo pensiero in merito al cambiamento climatico, a suo parere l’informazione sul "catastrofismo" è sproporzionata rispetto a ciò che sta realmente accadendo. Quale crede sia il confine tra l’azione dei media e la pericolosità effettiva del cambiamento climatico?

RISPONDE ALESSIO GROSSO Intanto mi fa piacere che sia stato usato il termine scettico e non quello assolutamente inappropriato di "negazionista". Infatti io non nego affatto che il clima stia cambiando e stia attraversando una fase relativamente più mite. Questo però rientra nelle normali oscillazioni termiche che da sempre si sono verificate sulla Terra. Ci sono state però epoche ben più calde di quella che stiamo vivendo senza che vi fossero necessariamente le catastrofiche conseguenze che molti gruppi ambientalisti, spalleggiati da una campagna mediatica senza precedenti (oltretutto fuorviante e autolesionista), presentano ossessivamente alla popolazione. La coperta climatica inoltre è troppo corta per esprimersi in termini di pericolosità: siccome un clima ideale è pura utopia, ci saranno sempre luoghi dove farà troppo caldo e altri dove farà troppo freddo. Sarà lo spirito di adattamento delle specie viventi a risultare come sempre determinante. Anche oggi ci si domanda come riescano certe popolazioni russe ad affrontare e sopravvivere ai freddi siberiani, gli egiziani a tollerare i 40°C costanti in estate, eppure ce la fanno. Non dimentichiamoci oltretutto che stiamo uscendo dalla PEG, piccola età glaciale, che ci ha tenuto compagnia sino al 1850, ed è dunque assolutamente normale assistere ad un riscaldamento, allo scioglimento dei ghiacciai. La piccola età glaciale non è la norma, non dobbiamo assumerlo come paradigna climatico. Dobbiamo cancellare dalla mente l'idea che il clima possa comportarsi in modo razionale e che soprattutto siccome quando sono nato c'era il ghiaccio, io debba continuare a vederlo sotto casa per tutta la vita. Panta rei: tutto scorre. Il vero regista del clima è il sole, a lui vanno rivolti i nostri studi, oltre ad altre importanti cause astronomiche, alle eruzioni vulcaniche, alle correnti oceaniche. Il ruolo dell'uomo è marginale a livello macro-climatico. Dunque questo allarme è decisamente sproporzionato, esagerato, esasperato. I dati parlano chiaro: negli ultimi 150 anni abbiamo guadagnato a stento un grado e se i ghiacci del polo nord segnalano effettivamente una riduzione, pur in fase di rientro, quelli antartici godono di ottima salute e anzi segnano una ripresa, nonostante la vergognosa strumentalizzazione del distacco degli icebergs, cosa che avviene da sempre senza traumi in quelle terre.

-Se ritiene che i dati reali non siano così preoccupanti, allora le misure adottate dai diversi Stati sarebbero inutili?

RISPONDE ALESSIO GROSSO Le misure per ridurre l'inquinamento non sono mai inutili perchè così facendo si tutela la salute di tutti ma non devono essere sproporzionate negando così ai Paesi in via di sviluppo di poter continuare a crescere, perchè sarà solo con la crescita che si potrà inquinare di meno. Rispetto a 30 anni fa infatti, nonostante tutto, la qualità dell'aria nelle nostre città è migliorata. Il relativo benessere della nostra società ha permesso una maggiore sensibilizzazione di tutti verso le tematiche ambientali e questo è senz'altro positivo, ma investire miliardi per sperare di fermare il cambiamento del clima è pura utopia, è combattere contro i mulini a vento. Il clima seguiterà infatti a cambiare come e quando vuole perchè la natura, ricordatevelo sempre, è perfettamente padrona della situazione e saprebbe come sbarazzarsi dell'uomo in pochi minuti se solo lo volesse, altro che "al capezzale del clima". Investiamo invece questi soldi per curare la fame del mondo, per la ricerca medica al fine di vincere la lotta contro le gravi malattie che affliggono l'umanità, sosteniamo i Paesi in via di sviluppo per accelerarne la crescita, investiamo sull'istruzione, sull'educazione del cittadino, affinchè cresca nel rispetto della natura, ma lasciamo in pace il clima.

-In televisione è stata lungamente trasmessa una nuova pubblicità nella quale tre pinguini sopra l’ultimo blocco di ghiaccio del Polo Sud si salvano grazie all’azione refrigeratrice di una gomma da masticare. Cosa ne pensa a riguardo? Pubblicità divertente o preoccupante indifferenza?

RISPONDE ALESSIO GROSSO Ci si serve degli animali per raccontare menzogne. I pinguini sono in ottima salute al Polo sud così come lo sono gli orsi al Polo nord, di cui si segnala qualche perdita solo nelle zone in cui la temperatura è diminuita, non deve è aumentata. Altre perdite sono dovute alla caccia, non certo al cambio climatico. Fra l'altro nell'artico canadese questo è stato un altro inverno decisamente freddo. E gli orsi negli ultimi 50 anni sono aumentati di ben 5.000 unità, altro che estinzione. Credo che anche questa seconda trovata legata al filone pubblicitario della gomma da masticare, lo dico senza falsi moralismi, sia di pessimo gusto.

-In seguito alla perdita di 14 metri di spessore del ghiacciaio Perito Moreno, vittima dell’effetto serra, J.Rabassa, ricercatore del Centro Australe di ricerca scientifica, afferma che il ritiro dei ghiacciai registrato in tutta la Cordigliera è un fenomeno senza precedenti e che a questo ritmo i ghiacciai più piccoli sono destinati a sparire nell’arco di 40anni. Qual è il suo parere in merito? Siamo a un punto di non ritorno o ne siamo ancora lontani?

RISPONDE ALESSIO GROSSO Il ritiro del Perito Moreno è assolutamente fisiologico, il clima si scalda, il ghiacciaio si ritira. Non capisco dove sia il problema. I ghiacciai sono una riserva d'acqua dolce inestimabile direte voi. Vero, ma l'uomo saprà adottare quelle misure utili a non disperderla questa sostanza preziosa, costruendo ad esempio delle "banche" dell'acqua (dighe) ed infischiandosene se l'inquinamento da metano prodotto dalla stagnazione dell'acqua scalderà ancora il pianeta. Ricordatevi: ogni azione ne origina una uguale e contraria. Le glaciazioni torneranno nel momento in cui la Terra sentirà la necessità di riequilibrare la situazione, senza chiedere nè il nostro intervento, nè tantomeno il nostro permesso. Dove sta scritto che i ghiacciai debbano continuare a rimanere tali, nelle stesse posizioni per secoli? L'attuale fase letargica del sole, se si protraesse ancora, potrebbe farci capire in quale direzione vuole andare il clima. Nessuno peraltro ricorda che un clima più freddo ora porterebbe l'uomo a consumare ancora più energia, quindi ad inquinare ancora di più fintanto che non decolleranno veramente le fonti energetiche alternative. Per cui ringraziamo di poter vivere in tempi non tanto freddi e guardiamo al futuro con ottimismo, senza pensare che la Terra abbia la febbre, perchè è un'idea solo ed esclusivamente nostra o di chi ce la vuole far bere. La ringraziamo per il tempo dedicatoci. Cordiali saluti -un gruppo di studenti del liceo scientifico G. Oberdan-


Autore : Redazione MeteoLive.it

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