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Cosi si è formata la tromba d’aria di Lamezia...

L’area della Piana di Lamezia da qualche anno appare diventata il teatro preferito per la formazione di spettacolari vortici turbinosi.

In primo piano - 22 Maggio 2007, ore 14.04

Nella popolazione di Falerna è ancora vivo il ricordo di quel assolato pomeriggio di agosto del 2005, allorquando una spettacolare tromba marina formatasi sul mare, giunta sul litorale, scaricò tutta la sua forza su alcuni lidi, seminando tra i turisti terrore e distruzione. Decisamente più pesante il bilancio dei danni e dei feriti, ben 16, dell’ultimo evento che ha interessato venerdi 18 maggio 2007 il centro abitato di Lamezia; questa volta si è trattato di un vortice di terra, comunemente chiamato tromba d’aria. Dall’analisi dell’immagini ad infrarosso delle 13.30, momento in cui il fenomeno ha dato i primi segnali di successiva formazione, si nota un grosso blocco temporalesco nascere in corrispondenza dell’entroterra del Golfo di Squillace, quasi all’altezza di Soverato (località nota per la sua innegabile bellezza, ma anche per gli eventi tragici del settembre 2000 del Camping Le Giare). Le immagini che seguono a cadenza successiva di 15 minuti, mostrano l’estensione del nucleo temporalesco verso nord-est, con le nubi che si allontanano dalla costa jonica, è si rafforzano in direzione del massiccio delle Serre, allungandosi e proiettandosi verso la Piana di Lamezia. L’osservazione visiva del cielo, effettuata da Lamezia, con nubi scurissime, sempre più basse e nere provenienti, con chiara e visibile velocità, da sud-est, conferma in pieno i rilievi delle immagini satellitari all’infrarosso. I rilievi della stazione meteo di Gizzeria, distante 10 km., indicano vento sulla costa da nord-ovest di 15 nodi, quando invece su Lamezia - Nicastro prevale al suolo una forte corrente da sud sud-est, direzione di provenienza delle nubi nere. Evidente, ancora, il contrasto tra il cielo quasi sereno visibile alle 14.30, guardando verso nord, nord-ovest, e nerissimo invece osservando verso sud. Da questo forte contrasto di venti al suolo, assai probabilmente, è nato il vortice improvviso di Lamezia, alimentato dalla forte corrente ascensionale determinata dall’aria calda dei giorni precedenti, stagnante al suolo, e le rigide temperature presenti in quota, rilevate dall’infrarosso sulle nubi del fronte temporalesco, giunto alle 14.45 sul centro abitato di Lamezia. Un evento cosi era prevedibile? Ddifficile dirlo, certo un’osservazione di Nowcasting Meteorologico ben eseguita da personale esperto dotato dell’ausilio di un radar meteo, avrebbe permesso di dare opportuni segnali di allarme. La Calabria però, nonostante le ben note tragedie di Crotone del 1996, di Soverato del settembre 2000, di Vibo del 3 luglio 2006, continua ad essere priva dell’ausilio offerto oggi dalla tecnologia di questa assai preziosa attrezzatura.

Autore : Ugo Notaro

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